“Caro Antonio Palmieri, mi congratulo con lei per l’interesse che nutre per lo sport e per i valori che esso veicola.”
Con queste parole Pierre Zappelli, svizzero di lingua francese, presidente del Panathlon International fino al 2022, accoglie il mio invito a dialogare di intelligenza artificiale e valori olimpici, all’inizio dei Giochi Olimpici invernali di Milano-Cortina.
Presidente Zapelli, giovedì 12 febbraio in Regione Lombardia organizzate il Simposio congiunto “Olympic Values & Artificial Intelligence”. Da dove nasce l’idea?
“Abbiamo scelto il tema dell’intelligenza artificiale in considerazione del suo crescente impatto sulla società e più precisamente sullo sport, con particolare attenzione alle ricadute sui valori etici ed educativi promossi dal Movimento Olimpico.”.
Cosa intende quando dice “abbiamo”? Immagino non sia un plurale maiestatico e credo si riferisca al fatto che si tratta di un simposio congiunto…
“Nel 2024, durante i Giochi Olimpici di Parigi, quattro organizzazioni tutte riconosciute dal CIO – il Comitato Internazionale Fair-Play (CIFP), il Comitato Internazionale Pierre de Coubertin (CIFP), la Società Internazionale degli Storici Olimpici (ISOH) e il Panathlon Internazionale (PI) – si sono riunite per conoscersi meglio e mettere in evidenza i loro obiettivi comuni. Il simposio è il primo frutto pubblico del lavoro comune.”.
Indice degli argomenti
Intelligenza artificiale e sport: i vantaggi superano gli svantaggi
Quale ruolo vede per l’intelligenza artificiale, per il presente e il futuro del Movimento Olimpico?
“Mi conceda un’osservazione di carattere generale prima di rispondere a questa domanda…”
Prego…
“Ogni volta che nasce una nuova tecnologia, essa suscita timori. Lo stesso accade ovviamente oggi per l’intelligenza artificiale.”
Lei è più preoccupato o più curioso?
“Preferisco considerare che i vantaggi superano i potenziali svantaggi, che un uso etico dell’IA dovrebbe consentire di evitare. Si tratta di studiare, e lo si sta facendo, in che modo l’intelligenza artificiale possa aiutare il Movimento Olimpico facilitando l’accesso alla conoscenza e all’educazione ai valori etici e alla prevenzione, all’individuazione e, se necessario, alla repressione dei comportamenti contrari ai valori dello sport. Una delle relazioni del 12 febbraio esaminerà in modo specifico il contributo dell’IA nella lotta alla corruzione. Si cercherà anche di capire se e in che misura l’intelligenza artificiale può aiutarci ad analizzare, prevedere e correggere i comportamenti contrari allo spirito dello sport e alle regole del Fair Play. Naturalmente…”
…naturalmente ne sapremo di più dopo aver ascoltato le relazioni dei rappresentanti del CIO presenti al simposio.
“Esatto. Gli obiettivi del Movimento Olimpico menzionati nei principi fondamentali della Carta Olimpica e ribaditi nel codice etico del CIO mirano alla creazione di uno stile di vita basato sulla gioia nello sforzo, il valore educativo del buon esempio, la responsabilità sociale e il rispetto dei principi etici fondamentali universali. Tra questi ultimi, sottolineo che la pratica dello sport è un diritto umano e che è necessario garantire l’assenza di qualsiasi forma di discriminazione. È inoltre necessario astenersi da qualsiasi atto di frode o corruzione, da qualsiasi comportamento che possa danneggiare la reputazione del movimento olimpico.”
AI sì, ma barra dritta sui valori
Chiarissimo. Prima viene la consapevolezza di chi siamo e di cosa vogliamo e da qui segue il buon uso della tecnologia. A tal proposito, se potessimo progettare da zero un ecosistema olimpico che integra l’IA, come sarebbe quali regole metterebbe per prime e perché?
“Come lei ha appena sottolineato, i principi fondamentali del movimento olimpico che ho appena ricordato dettano la risposta a questa domanda. La credibilità del Movimento Olimpico dipende dal rigoroso rispetto di questi principi. Questo vale anche per l’uso dell’intelligenza artificiale, che è strumento che viene dopo il rispetto di questi valori e dev’esserne messa al servizio.”
Cosa significa “fair-play” quando l’accesso alle tecnologie non è equo tra Paesi, discipline e atleti? L’ideale olimpico di universalità può sopravvivere se l’IA amplifica le disuguaglianze tecnologiche?
“Sarebbe davvero deplorevole che l’IA, un progresso indiscutibile, potesse essere fonte di disuguaglianza. Il Fair Play sportivo è un insieme di regole universali di comportamento degli atleti durante la pratica sportiva e nella loro condotta sociale. Era, è e rimane importante a prescindere da ogni tecnologia. La sua domanda, mi sembra riguardi piuttosto la “Fair Competition”. Riguarda coloro che concepiscono, gestiscono e proteggono le condizioni in cui si svolge la competizione: calendari, eleggibilità, neutralità, sicurezza, accesso e assenza di coercizione o violenza. La competizione leale si colloca al di fuori della partita, nelle mani delle istituzioni e delle autorità. Il fatto che alcuni paesi possano impedire o limitare ai propri cittadini l’accesso alle tecnologie è assolutamente inaccettabile, ma sfugge al controllo del Movimento Olimpico. Quest’ultimo può solo adottare misure restrittive nei confronti di tali Paesi e dei loro atleti per quanto riguarda la partecipazione ai Giochi.”.
I valori olimpici nell’era dell’AI
Quali valori olimpici l’IA può rafforzare e quali rischia di erodere?
“Il buon uso dell’intelligenza artificiale è naturalmente fondamentale per proteggere la privacy, l’autonomia delle persone, la sicurezza, la trasparenza, l’inclusione ed è ovviamente essenziale per promuovere l’etica nello sport. Simul stabunt.”
A proposito dell’IA nell’attività sportiva di vertice. L’intelligenza artificiale rischia di trasformare lo sport in un laboratorio di dati o può diventare un alleato per restituire centralità alla persona?
“Nello sport di alto livello esistono già numerosi esempi di utilizzo dell’IA. Si pensi ad esempio al suo impiego nel tennis, dove l’intelligenza artificiale consente di determinare la traiettoria della palla, il che rappresenta un progresso indiscutibile per gli arbitri.
Se l’IA permette di eliminare, senza perdite di tempo, gli errori dovuti all’imperfezione umana, ad esempio appunto nell’arbitraggio, non vedo che vantaggi. È ovviamente importante che questi vantaggi siano accessibili senza discriminazioni.”
Qual è la differenza tra «allenarsi meglio» grazie all’IA e «diventare dipendenti» da un sistema che decide cosa è meglio per noi?
“In materia di allenamento, l’ultima parola deve spettare all’atleta, aiutato dal suo entourage, che decide in ultima istanza. L’IA non può e non deve «decidere». Nello sport come nelle altre attività umane. L’intelligenza artificiale non deve trasformare lo sport in un semplice laboratorio di dati ma diventare un alleato per restituire centralità alla persona.”.
Centralità che è l’essenza di ogni tipo di sport.
“Appunto. Lo era ai tempi dei giochi dell’antica Grecia, lo rimane anche nell’era dell’intelligenza artificiale.”.















