La più grande funivia tedesca sarà made in Italy

Leitner, gruppo altoatesino che produce impianti a fune, realizzerà a Berlino una funivia urbana lunga 1,5 Km e in grado di trasportare fino a 3mila visitatori l'ora. Un progetto del valore di 14 milioni di euro per l'azienda italiana, fondata nel 1888, che oggi ha 9 stabilimenti in tutto il mondo e un fatturato di oltre 700 milioni

Primati

di Concetta Desando

Godersi dall’alto il panorama spettacolare dei Giardini del mondo e del nuovo Kienbergpark di Berlino sarà possibile, in occasione dell’Esposizione Internazionale dei Giardini, grazie a una funivia urbana made in Italy. Realizzata dal gruppo altoatesino Leitner, il progetto, del valore di 14 milioni di euro, avrà una lunghezza di un chilometro e mezzo e sarà in grado di trasportare fino a 3mila visitatori l’ora, collegando i Gärten der Welt con la stazione U-Bahn di Neue Grottkauer Straße; una fermata intermedia, quella di Kienberg, porterà poi ad una delle location principali della manifestazione, raggiungendo un'altezza di 102 metri.

Leitner, il made in Italy che muove il Sudamerica con funivie green

Grazie alla funivia urbana, i visitatori (ne sono attesi oltre due milioni) potranno ammirare un ricco e variegato scenario paesaggistico allestito nel cuore della vecchia capitale, fatto di arte tradizionale dei giardini, ma anche di allestimenti ricchi d’ispirazione per una cultura di vita contemporanea all’insegna del rispetto dell’ambiente. E, al termine dell’Esposizione Internazionale dei Giardini, diventerà un’innovativa infrastruttura per il turismo e il trasporto urbano.

L’impianto, frutto di importanti investimenti in ricerca e sviluppo, per il presidente di Leitner, Michael Seeber, rappresenta «un concetto di mobilità sostenibile quanto mai innovativo». Tanto più che «nel corso dei lavori, verrà data massima priorità agli aspetti ambientali», dei quali si è «già tenuto conto in fase di progettazione per assicurare la tutela di flora e fauna locali».

La buona economia: 10 storie di imprese che vanno oltre la crisi

«Nel 2017 – spiega il sindaco della capitale tedesca, Michael Müller – Berlino con l’IGA rappresenterà un’importante vetrina per un’avveniristica configurazione ecologica della metropoli moderna in costante crescita». E la funivia urbana «rappresenta una tra le attrazioni più spettacolari e allo stesso tempo un innovativo contributo nell’ottica di un possibile sistema di trasporto urbano che rispetti l’ambiente all’interno delle grandi città».

Del resto, l’innovazione, la costante ricerca tecnologica e l’attenzione alla salvaguardia dell’ambiente, sono i punti chiave dell’azienda fondata nel 1888 dal meccanico Gabriel Leitner, quando a Vitipeno, in provincia di Bolzano, apre un’officina per macchine agricole, teleferiche per il trasporto di materiali e turbine idrauliche. Dopo la seconda guerra mondiale inizia a realizzare sistemi a fune per il trasporto di persone e dal 1970 la produzione di macchine agricole viene sostituita da quella di veicoli battipista. Negli anni 90 nascono le prime filiali estere e oggi oltre l’80% della produzione è destinata all’export. L’headquarter è a rimasto a Vipiteno dove, accanto alla sede amministrativa, sorgono oggi anche gli stabilimenti produttivi centrali. Il gruppo Leitner (che comprende Leitner Ropeways, Poma e Agudio nel settore degli impianti di trasporto a fune, suo core business; Prinoth per i battipista e i veicoli multiuso, Leitwind per gli impianti per l’energia eolica e Demaclenko  per l’innevamento programmato) può contare su 9 stabilimenti in tutto il mondo (in Italia, Francia, Austria, Nordamerica, India e Cina), su oltre 70 succursali che garantiscono una rete capillare di assistenza e vendita e su 3mila collaboratori. Il fatturato supera i 700 milioni di euro l’anno.

Oltre a quello in fase di realizzazione a Berlino l’azienda si è da poco aggiudicata una commessa simile in Colombia, a Calì, per la realizzazione di una funivia urbana di collegamento tra la favela Siloè e la stazione dei bus. Ma la tecnologia Leitner è stata applicata anche alla creazione di onde artificiali per il Surf Snowdonia in Galles e per un impianto simile a Austin, in Texas.