Turismo 2021, le startup alla prova del coronavirus: la situazione in Italia e le soluzioni innovative - Economyup

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Turismo 2021, le startup alla prova del coronavirus: la situazione in Italia e le soluzioni innovative



Nel 2021 è dimezzata la costituzione di nuove startup nel settore turismo, gravemente colpito dal coronavirus. Ma non mancano le proposte per rispondere alle nuove esigenze di mercato, dal booking a esperienze digitali e marketing territoriale

07 Ago 2020


Startup del turismo nella Fase 3

A più di un anno dall’inizio della pandemia coronavirus, il settore turismo, uno dei più duramente colpiti, ancora zoppica. Dopo il grave crollo registrato nel 2020, legato al calo di presenze soprattutto di turisti stranieri, il turismo in Italia ancora non ha visto una piena ripresa.

La situazione delle startup rispecchia quella del settore turistico generale. Nel 2021 si è registrato un calo delle nascite di nuove startup e una diminuzione dei piccoli investiment, tuttavia aumenta il valore medio dei round per startup già consolidate. Aumenta il divario Nord-Sud, con Lombardia, Lazio e Toscana che ospitano oltre il 50% delle startup italiane del travel,  e una perdita del 15% di quelle del Mezzogiorno.

Un quadro generale non positivo, ma neanche totalmente negativo: raddoppiano anche le startup che hanno saputo trasformare il Covid in un’opportunità di business e quelle che ne hanno neutralizzato l’impatto negativo.

2020, l’anno nero del turismo

Il settore del turismo è stato duramente colpito, molto più di altri, dal coronavirus. Il settore, che vale il 13% del pil (prodotto interno lordo), ha registrato perdite consistenti a causa del Covid19. L’assenza dei turisti stranieri, dice Confesercenti, ha messo in ginocchio l’economia delle località italiane a maggior vocazione turistica, in particolare le città d’arte come Venezia, Roma e Firenze e Milano, che hanno registrato un calo di presenze totali, rispetto al 2019, all’incirca del 75%.

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Il bilancio complessivo è stato in profondo rosso: sempre Confesercenti stima nel 2020 un crollo di quasi 233 milioni di presenze, che ha causato una perdita economica di 88 miliardi. Il comparto alberghiero ha subito la contrazione maggiore rispetto al 2019 (-57%), mentre quello extralberghiero ha comunque dovuto far fronte a un deficit del 47%. Ma la caduta vertiginosa a cui abbiamo assistito sul versante dei flussi turistici ha avuto un grave effetto su tutte le imprese della filiera, dall’alloggio e ristorazione – che ha visto volatizzarsi il 42,5% dei ricavi – alle agenzie di viaggio e tour operator (–76,3% sul fatturato 2019).

L’emorragia di introiti per il settore (totale consumi turistici interni) è stata del 55% rispetto all’anno precedente: degli 88 miliardi, 32 sono stati persi dalla ricettività alberghiera ed extra-alberghiera, 12 miliardi dai pubblici esercizi, 3,5 miliardi da agenzie di viaggio e tour operator, 10 miliardi dagli altri servizi turistici e dai negozi, privati del consueto shopping vacanziero.

A livello territoriale, le regioni più danneggiate dallo scenario appena descritto sono Lombardia (-11,7 miliardi di euro), Lazio (-11,4 miliardi), Toscana  (-10,9 miliardi), Veneto (-9,7) ed Emilia-Romagna (-7 miliardi).

Turismo e coronavirus, il bilancio delle startup 2021

Nel 2020-2021 si è verificato un calo del 50% nella costituzione di nuove realtà nel settore turismo rispetto al 2018-2019: questo il dato più eclatante che emerge dalla Survey 2021 di Startup Turismo in collaborazione con con lOsservatorio Innovazione Digitale nel Turismo del Politecnico di Milano.

Un altro dato importante è la forte polarizzazione nella distribuzione geografica delle startup, prima del Covid distribuite sull’intero territorio nazionale e oggi concentrate in tre regioni, Lombardia (scelta da oltre 1/4 delle startup travel italiane) Lazio e Toscana, che insieme ospitano più del 50% di quelle esistenti. Il Sud Italia è l’area che ha perso di più, con un calo del 15%.

Circa 1/3 delle startup ritiene di aver subito una perdita di oltre il 50% del fatturato da settembre 2020 a settembre 2021. Tuttavia, data anche la maggiore mortalità e una minore natalità, il fatturato medio è in crescita del 38%, vale a dire da 235mila a 360mila euro.

Delle startup che hanno preso parte alla survey, il 31% agisce in ambito della sostenibilità ambientale, seguito da smart destination con 27%, neverending tourism con 23% e smart mobility con il 19%. La stragrande maggioranza offre servizi alle aziende secondo un modello B2B (27%) o B2B2C (60%), anche a causa di una maggiore mortalità delle startup B2C: solo il 13% si rivolge direttamente ed esclusivamente al cliente finale del turismo.

Il 46,4% offre prodotti turistici domestici (in crescita di oltre il 30% in seguito al Covid), mentre il 43,5% si dedica all’incoming e soltanto un 10,1% all’outgoing. In generale, i servizi sono dedicati in prevalenza al turismo leisure (l’82%) vs il 18% rivolto al business travel.

Le dimensioni del team delle startup restano ancora piccole, in maggioranza 2-4 persone, ma aumentano gli impiegati fulltime, +7%.

Per quanto riguarda i founder, i grandi assenti si confermano le donne e i giovanissimi con meno di 30 anni, rispettivamente in calo del 6 e del 3%. Nel dettaglio soltanto 1 founder su 4 è donna, a dispetto del carattere “femminile”, spesso attribuito al turismo.

Turismo e coronavirus, le startup per un nuovo modo di viaggiare

Vediamo quali sono le startup e i team che si stanno impegnando per il rilancio del comparto turismo, e quali innovazioni sono in grado di portare.

Startup per il social distancing

La pandemia da Covid-19 ha imposto il social distancing, distanziamento sociale tra le persone per evitare il contagio. In una situazione in cui evitare contatti ravvicinati tra persone è diventato parte di una “nuova normalità”, la tecnologia può essere un alleato fondamentale. Tra le startup che applicano questo concetto troviamo questi tre servizi di smart check-in che consentono agli albergatori e proprietari di strutture ricettive private di gestire l’accettazione dei clienti direttamente online.

1.Edgar

Edgar è un’app mobile di digital concierge. Gli ospiti delle strutture ricettive la possono utilizzare  dentro e fuori la struttura per organizzare al meglio il loro soggiorno prima, durante e dopo l’arrivo a destinazione. L’host sfrutta Edgar per offrire al cliente un’assistenza personalizzata, continua e completa con informazioni, servizi ed esperienze di viaggio.

2. Keesy

La soluzione sviluppata da Keesy si chiama Contactless Check-in e permette di gestire gli adempimenti burocratici del check-in e l’apertura di ogni tipo di serratura direttamente dal proprio smartphone. L’ospite non avrà contatti diretti con il personale e non dovrà entrare in contatto con superfici “ad alto rischio” come chiavi o tastierini, perché gestirà tutto dal suo telefono personale.

3. Vikey

Vickey è una startup romana che fornisce un concierge virtuale in grado di aprire le porte di bnb e camere d’albergo e provvede anche a velocizzare comunicazioni e check-in. .

Startup per la sicurezza degli ambienti

Gli spostamenti per turismo possono indirettamente favorire la diffusione del coronavirus, se non si prendono le necessarie precauzioni. Ci sono varie startup che garantiscono la messa in sicurezza degli ambienti al chiuso (come possono essere per esempio quelli degli alberghi o dei B&B), altrimenti soggetti a rischio di contaminazione di virus e batteri. Alcuni esempi:

4.Maid for a day

Si tratta di un servizio di facility domestica che si occupa della sanificazione certificata di case e b&b.

5.Scrollidea

È un digital concierge che, attraverso una serie di innovative funzioni, consente di potenziare la guest experience degli ospiti fin da prima del loro arrivo nella struttura ricettiva.

Startup per viaggiare in sicurezza

Viaggiare in sicurezza senza rinunciare al fascino di una vacanza. Questa la sfida alla quale hanno risposto già da tempo alcune startup del settore.

6.Sailsquare

Questa società punta ad incentivare il turismo in barca a vela mettendo in contatto skipper e organizzazioni locali direttamente con i viaggiatori.

7.CleanBnB

Fondata da Francesco Zorgno e Tatiana Skachko, CleanBnB è operativa da marzo 2015. La società si propone di risolvere il problema della gestione quotidiana degli affitti a breve termine. In pratica fornisce servizi di gestione degli immobili in affitto breve, valorizzando al massimo la visibilità degli annunci sulle piattaforme online come Airbnb e Booking.com. CleanBnB si rivolge principalmente ad utenti che desiderano affittare la propria abitazione per brevi periodi, e necessitano di un aiuto per la creazione dell’annuncio, la massimizzazione degli incassi, e la gestione operativa dell’appartamento.

8.Italianway

Primo operatore sul mercato italiano degli affitti brevi (da una notte fino a 12 mesi), offre al cliente un’esperienza end-to-end, accompagnandolo in ogni fase del soggiorno, dalla prenotazione fino al check-out. Il modello lanciato da Italianway prevede che gli appartamenti siano immobili di terzi gestiti in cambio di una commissione del 25% sugli affitti. Fondata a Milano nel 2014, questa startup si è mostrata molto attenta alle esigenze degli utenti in tempi di pandemia, mettendo a punto un nuovo Protocollo di pulizia e sanificazione ed includendo nel pacchetto, senza spese aggiuntive, una polizza assicurativa a beneficio dei viaggiatori che li tutela dai rischi legati al Covid.

9.Wonderful Italy

Nata nel 2017, questa startup vuole far scoprire le meraviglie italiane più autentiche, più originali e meno battute dal turismo di massa. “Quest’anno – si legge nel sito – mettiamo la sicurezza al centro e per garantire il tuo benessere, abbiamo ideato WITH, il nostro piano operativo per la salute”.

Startup per il booking in sicurezza

10. Eager

Sistema di prenotazione digitale per spiagge e siti di interesse per comuni, organizzatori di eventi e aziende private come stabilimenti balneari. Il meccanismo è stato integrato all’interno di Heart of Sardinia, una delle app maggiormente scaricate per quanto riguarda il turismo in Sardegna. Dall’inizio del 2019 l’Azienda ha iniziato a sviluppare un progetto di raccolta e analisi di Big data sugli spostamenti, le abitudini e le scelte dei turisti, ottenuti grazie all’applicazione Heart of Sardinia ed elaborati col software EAGER Analytics.

11.Wicket

È l’app lanciata da una startup italiana che utilizza un protocollo già utilizzato in Olanda e Singapore per la vendita di biglietti di eventi sportivi o di manifestazioni quali concerti, teatro, fiere, ecc. Wicket è un sistema di biglietteria digitale che permette di prenotare il proprio posto in spiaggia e pagare direttamente online: i biglietti emessi sono collegati al numero di telefono dell’acquirente e conservati nel suo smartphone attraverso la APP Wicket, in modo da poter essere mostrati facilmente al personale della struttura.

Startup del turismo che hanno riconvertito il business con il coronavirus

A fronte dell’emergenza legata al Covid-19 sono state diverse le startup che hanno rivisto il loro modello di business per rispondere in modo rapido e concreto alle esigenze di sicurezza richieste. Eccone alcune.

12. GoGrillo

Piattaforma in fase di lancio, nata dalla collaborazione tra diverse startup quali Hearth, Pem Cards, Europass Assistance, Tibiiki, My Take It e Sharewood, che consentirà ai turisti di avere accesso a tutte le informazioni e alle diverse misure restrittive che le pubbliche amministrazioni metteranno in atto per contenere l’emergenza sanitaria. Inoltre attraverso un sistema dinamico di dati riuscirà a prevedere la potenziale affluenza di persone in una data destinazione e i vincoli di mobilità.

13. Busrapido

Questa startup ha riconvertito il suo modello di business basato sui bus navetta, per permettere alle aziende di garantire un trasporto in sicurezza ai propri dipendenti, fornendo flotte private e sanificate per recarsi sul luogo di lavoro.

Turismo e coronavirus: startup per la digitalizzazione dei contenuti

Sono numerose le startup che stanno implementando servizi interattivi e digitali per supportare musei e beni culturali. L’obiettivo è quello rendere accessibili online esposizioni museali o itinerari archeologici, che non sono più così facilmente raggiungibili, o per evitare assembramenti.

14. Hi.Stories

Questa startup offre soluzioni innovative per i beni culturali quali gamification, servizi per la didattica museale e consulenza per la progettazione di contenuti online, app in realtà aumentata e storytelling.

15. Utopic

L’app guida i propri utenti per le strade d’Italia alla scoperte delle sue bellezze, degli aneddoti e della storia dei luoghi visitati. Al fine di stimolare la contaminazione culturale tra enti pubblici e cittadini, Utopic sta mettendo a disposizione dei musei italiani la propria piattaforma in versione gratuita per digitalizzare contenuti.

Turismo e coronavirus: startup delle experience online 

Sono diverse le piattaforme che aggregano diverse esperienze locali, dalla cultura allo sport, con l’obiettivo di sviluppare nuovi prodotti che permettano ai viaggiatori di scoprire il territorio e le attività che esso offre anche da casa e prima della partenza, valorizzando tutta la filiera del turismo coinvolta.

16.Elesta Art Travel

Questo tour operator italiano, verticale sul mondo dell’arte, insieme a Play the City ha sviluppato delle esperienze di gamification in ambito artistico.

17. Sharewood 

È la principale piattaforma di riferimento per i viaggi e le attività outdoor che ha realizzato con i suoi partner un ebook per raccontare le esperienze sostenibili che sarà possibile vivere all’aria aperta.

18. Chefbooking

Dal 2013 è il più importante portale di chef a domicilio che oggi si arricchisce anche di tantissimi corsi di cucina online.

Le soluzioni travel bond

Si tratta di soluzioni innovative che consentono da un lato ai viaggiatori di acquistare in anticipo viaggi, esperienze e prenotare camere d’albergo a prezzi vantaggiosi; dall’altro permettono agli operatori del settore di avere liquidità per affrontare questo periodo ancora complicato. Su questo versante si è ad esempio attivata la già citata startup Sharewood: permette ai viaggiatori di iniziare ad organizzare la propria vacanza a prezzi vantaggiosi attraverso delle giftcard scontate al 30% e valide fino a gennaio 2022 per tutti i viaggi natura e avventura in italia e nel mondo.

19. Travelbond.it

Dagli stessi ideatori del progetto Leebsy, la prima vetrina che permette la vendita di prodotti nelle strutture ricettive, nasce il portale che trasforma le notti acquistate presso alberghi e strutture ricettive in titoli obbligazionari ognuno con il suo rendimento. Si tratta di vere e proprie obbligazioni: chi acquista il voucher lo fa a un prezzo inferiore al valore nominale e in futuro lo riscuote soggiornando in hotel oppure cenando nel ristorante prescelto.

Turismo e coronavirus: startup per il Marketing territoriale

20. Pem 

Partire da un oggetto dal sapore vintage, come la cartolina, per creare un’azione di marketing esperienziale e incisiva. Nasce così l’idea di Pem, che mette a disposizione di tour operator, DMO, DMC, aree archeologiche, strutture ricettive e più in generale organizzazioni di eventi, manifestazioni e portali di ticketing, la possibilità di brandizzare le foto personali scattate da clienti, ospiti e più generalmente turisti, e trasformarle in vere cartoline turistiche da spedire a casa. Quest’ultime sono personalizzabili ad esempio con un QRcode, contenente un codice sconto, un’offerta o un semplice ringraziamento, che permetterà l’attivazione di una vera e propria campagna di marketing. La soluzione PEM è particolarmente innovativa nell’ambito pubblicitario in quanto consente agli stakeholder di fare parte dell’emozione vera, come una foto personale, e di entrare in casa presentati da un amico attraverso una cartolina turistica qui utilizzata come strumento di marketing diretto, in una modalità mai noiosa e scontata.

21. “IT!”

La soluzione “it!”, ideata da un team di studenti del Politecnico di Milano (che è risultato tra i vincitori dell’hackathon pan-europeo EU United Against the Virus – #EUvsVirus), consiste nell’integrare le destination management organization (DMO), cioè gli enti pubblici sia statali che regionali che promuovono il turismo locale, e le DMC, destination management companies. “it!” vuole offrire ai turisti un modo per affrontare in sicurezza tutte le fasi della vacanza, dalla prenotazione al momento in cui tornano a casa, e alle compagnie private ed enti locali una piattaforma per uniformare il frammentato settore turistico italiano in un’ottica di comunicazione e collaborazione. A monte dell’idea non c’è ancora una startup, ma potrebbe presto nascere.

Startup per aiutare gli operatori del settore turismo

22. Smartpricing

Fondata a gennaio 2020 da Tommaso Centonze, Luca Rodella ed Eugenio Bancaro, Smartpricing ha creato un software che si collega ad ogni tipo di gestionale e analizza i dati di vendita pregressi e suggerisce un prezzo più performante. Così facendo, rende dinamiche le tariffe delle singole camere delle varie strutture ricettive che si avvalgono del servizio di Smartpricing, modulando i prezzi sulla base della domanda, della stagione e delle performance di vendita aggiornate in tempo reale, così da permettere un aumento dell’occupazione delle camere a seconda del periodo e della richiesta.

Turismo e coronavirus: “Le startup rispondono a un bisogno di innovazione”

A segnalare la maggior parte di queste realtà innovative è l’Associazione Startup Turismo, organizzazione no profit nata nel 2013 che riunisce al suo interno 130 startup del settore travel e hospitality (l’80% delle startup del settore).

“Molte risposte ai bisogni di innovazione delle aziende del comparto esistono già da tempo e spesso arrivano dal mondo delle startup. Si tratta solo di individuare e riconoscere quelle che sono oggi allo stato più avanzato e quindi pronte a poter dare pieno supporto alla ripresa del settore in Italia” afferma Karin Venneri, Presidente dell’Associazione Startup Turismo. (L.M.)

(Articolo aggiornato il 22/10/2020)