Turismo: 21 startup per rilanciare il settore in tempi di coronavirus | Economyup

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Turismo: 21 startup per rilanciare il settore in tempi di coronavirus



Soluzioni per prenotare strutture ricettive in sicurezza, soggiornare in luoghi sanificati, viaggiare evitando rischi ma anche per vivere esperienze digitali e fare marketing territoriale.Turismo e coronavirus: le proposte delle imprese innovative per far fronte al drammatico calo e rispondere alle nuove esigenze di mercato

07 Ago 2020


Startup del turismo nella Fase 3

Il settore del turismo è stato duramente colpito, molto più di altri, dal coronavirus, ma le startup innovative possono dare un contributo alla ripartenza in questa delicata fase storica caratterizzata dal coronavirus. Il settore, che vale il 13% del pil (prodotto interno lordo), ha registrato perdite consistenti a causa del Covid19. L’assenza dei turisti stranieri, dice Confesercenti, sta mettendo in ginocchio l’economia delle maggiori città d’arte italiane, in particolare Roma, Venezia, Firenze, Torino e Milano, che insieme valgono oltre un terzo del turismo italiano. Queste città si apprestano a perdere nel 2020 quasi 34 milioni di presenze turistiche dall’estero, con conseguenze importanti per tutta l’economia cittadina, soprattutto per le imprese dei centri storici. Lo stop dei visitatori causerà infatti una perdita di 7 miliardi di euro circa di spese turistiche complessive, di cui 4,9 miliardi a carico del settore alloggio, della ristorazione e delle attività commerciali e dei servizi.

Tuttavia, per cercare di arginare questo drammatico calo, esistono soluzioni innovative che tentano di dare una risposta ai nuovi bisogni del mercato.

Vediamo quali sono le startup e i team che si stanno impegnando per il rilancio del comparto e quali innovazioni sono in grado di portare.

Turismo e coronavirus: startup per il social distancing

La pandemia da Covid-19 ha imposto il social distancing, distanziamento sociale tra le persone per evitare il contagio. In una situazione in cui evitare contatti ravvicinati tra persone è diventato parte di una “nuova normalità”, la tecnologia può essere un alleato fondamentale. Tra le startup che applicano questo concetto troviamo questi tre servizi di smart check-in che consentono agli albergatori e proprietari di strutture ricettive private di gestire l’accettazione dei clienti direttamente online.

1.Edgar

Edgar è un’app mobile di digital concierge. Gli ospiti delle strutture ricettive la possono utilizzare  dentro e fuori la struttura per organizzare al meglio il loro soggiorno prima, durante e dopo l’arrivo a destinazione. L’host sfrutta Edgar per offrire al cliente un’assistenza personalizzata, continua e completa con informazioni, servizi ed esperienze di viaggio.

2. Keesy

La soluzione sviluppata da Keesy si chiama Contactless Check-in e permette di gestire gli adempimenti burocratici del check-in e l’apertura di ogni tipo di serratura direttamente dal proprio smartphone. L’ospite non avrà contatti diretti con il personale e non dovrà entrare in contatto con superfici “ad alto rischio” come chiavi o tastierini, perché gestirà tutto dal suo telefono personale.

3. Vikey

Vickey è una startup romana che fornisce un concierge virtuale in grado di aprire le porte di bnb e camere d’albergo e provvede anche a velocizzare comunicazioni e check-in. .

Startup per la sicurezza degli ambienti

Gli spostamenti per turismo possono indirettamente favorire la diffusione del coronavirus, se non si prendono le necessarie precauzioni. Ci sono varie startup che garantiscono la messa in sicurezza degli ambienti al chiuso (come possono essere per esempio quelli degli alberghi o dei B&B), altrimenti soggetti a rischio di contaminazione di virus e batteri. Alcuni esempi:

4.Maid for a day

Si tratta di un servizio di facility domestica che si occupa della sanificazione certificata di case e b&b.

5.Scrollidea

È un digital concierge che, attraverso una serie di innovative funzioni, consente di potenziare la guest experience degli ospiti fin da prima del loro arrivo nella struttura ricettiva.

Startup per viaggiare in sicurezza

Viaggiare in sicurezza senza rinunciare al fascino di una vacanza. Questa la sfida alla quale hanno risposto già da tempo alcune startup del settore.

 6.Sailsquare

Questa società punta ad incentivare il turismo in barca a vela mettendo in contatto skipper e organizzazioni locali direttamente con i viaggiatori.

7.CleanBnB

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Fondata da Francesco Zorgno e Tatiana Skachko, CleanBnB è operativa da marzo 2015. La società si propone di risolvere il problema della gestione quotidiana degli affitti a breve termine. In pratica fornisce servizi di gestione degli immobili in affitto breve, valorizzando al massimo la visibilità degli annunci sulle piattaforme online come Airbnb e Booking.com. CleanBnB si rivolge principalmente ad utenti che desiderano affittare la propria abitazione per brevi periodi, e necessitano di un aiuto per la creazione dell’annuncio, la massimizzazione degli incassi, e la gestione operativa dell’appartamento.

8.Italianway

Il modello lanciato da Italianway prevede che gli appartamenti siano immobili di terzi gestiti in cambio di una commissione del 25% sugli affitti.

9.Wonderful Italy

Nata nel 2017, questa startup vuole far scoprire le meraviglie italiane più autentiche, più originali e meno battute dal turismo di massa. “Quest’anno – si legge nel sito – mettiamo la sicurezza al centro e per garantire il tuo benessere, abbiamo ideato WITH, il nostro piano operativo per la salute”.

Startup per il booking in sicurezza

10. Eager

Sistema di prenotazione digitale per spiagge e siti di interesse per comuni, organizzatori di eventi e aziende private come stabilimenti balneari. Il meccanismo è stato integrato all’interno di Heart of Sardinia, una delle app maggiormente scaricate per quanto riguarda il turismo in Sardegna.

11.Wicket

È l’app lanciata da una startup italiana che utilizza un protocollo già utilizzato in Olanda e Singapore per la vendita di biglietti di eventi sportivi o di manifestazioni quali concerti, teatro, fiere, ecc. Wicket è un sistema di biglietteria digitale che permette di prenotare il proprio posto in spiaggia e pagare direttamente online: i biglietti emessi sono collegati al numero di telefono dell’acquirente e conservati nel suo smartphone attraverso la APP Wicket, in modo da poter essere mostrati facilmente al personale della struttura.

Startup del turismo che hanno riconvertito il business con il coronavirus

A fronte dell’emergenza legata al Covid-19 sono state diverse le startup che hanno rivisto il loro modello di business per rispondere in modo rapido e concreto alle esigenze di sicurezza richieste. Eccone alcune.

12. GoGrillo

Piattaforma in fase di lancio, nata dalla collaborazione tra diverse startup quali Hearth, Pem Cards, Europass Assistance, Tibiiki, My Take It e Sharewood, che consentirà ai turisti di avere accesso a tutte le informazioni e alle diverse misure restrittive che le pubbliche amministrazioni metteranno in atto per contenere l’emergenza sanitaria. Inoltre attraverso un sistema dinamico di dati riuscirà a prevedere la potenziale affluenza di persone in una data destinazione e i vincoli di mobilità.

13. Busrapido

Questa startup ha riconvertito il suo modello di business basato sui bus navetta, per permettere alle aziende di garantire un trasporto in sicurezza ai propri dipendenti, fornendo flotte private e sanificate per recarsi sul luogo di lavoro.

Turismo e coronavirus: startup per la digitalizzazione dei contenuti

Sono numerose le startup che stanno implementando servizi interattivi e digitali per supportare musei e beni culturali. L’obiettivo è quello rendere accessibili online esposizioni museali o itinerari archeologici, che non sono più così facilmente raggiungibili, o per evitare assembramenti.

14. Hi.Stories

Questa startup offre soluzioni innovative per i beni culturali quali gamification, servizi per la didattica museale e consulenza per la progettazione di di contenuti online e storytelling.

15. Utopic

L’app guida i propri utenti per le strade d’Italia alla scoperte delle sue bellezze, degli aneddoti e della storia dei luoghi visitati.  Al fine di stimolare la contaminazione culturale tra enti pubblici e cittadini, Utopic sta mettendo a disposizione dei musei italiani la propria piattaforma in versione gratuita per digitalizzare contenuti.

Turismo e coronavirus: startup delle experience online 

Sono diverse le piattaforme che aggregano diverse esperienze locali, dalla cultura allo sport, con l’obiettivo di sviluppare nuovi prodotti che permettano ai viaggiatori di scoprire il territorio e le attività che esso offre anche da casa e prima della partenza, valorizzando tutta la filiera del turismo coinvolta.

16.Elesta Art Travel

Questo tour operator italiano, verticale sul mondo dell’arte, insieme a Play the City ha sviluppato delle esperienze di gamification

17. Sharewood 

È la principale piattaforma di riferimento per i viaggi e le attività outdoor che ha realizzato con i suoi partner un ebook per raccontare le esperienze sostenibili che sarà possibile vivere all’aria aperta.

18. Chefbooking

Dal 2013 è il più importante portale di chef a domicilio che oggi si arricchisce anche di tantissimi corsi di cucina online.

Travel bond

Si tratta di soluzioni innovative che consentono da un lato ai viaggiatori di acquistare in anticipo viaggi, esperienze e prenotare camere d’albergo a prezzi vantaggiosi; dall’altro permettono agli operatori del settore di avere liquidità per affrontare questo periodo ancora complicato. Su questo versante si è ad esempio attivata la già citata startup Sharewood: permette ai viaggiatori di iniziare ad organizzare la propria vacanza a prezzi vantaggiosi attraverso delle giftcard scontate al 30% e valide fino a gennaio 2022 per tutti i viaggi natura e avventura in italia e nel mondo.

19. Travelbond.it

Dagli stessi ideatori del progetto Leebsy, la prima vetrina che permette la vendita di prodotti nelle strutture ricettive, nasce il portale che trasforma le notti acquistate presso alberghi e strutture ricettive in titoli obbligazionari ognuno con il suo rendimento.

Marketing territoriale

20. Pem 

Partire da un oggetto dal sapore vintage, come la cartolina, per creare un’azione di marketing esperienziale e incisiva. Nasce così l’idea di Pem, che mette a disposizione di tour operator, DMO, DMC, aree archeologiche, strutture ricettive e più in generale organizzazioni di eventi, manifestazioni e portali di ticketing, la possibilità di brandizzare le foto personali scattate da clienti, ospiti e più generalmente turisti, e trasformarle in vere cartoline turistiche da spedire a casa. Quest’ultime sono personalizzabili ad esempio con un QRcode, contenente un codice sconto, un’offerta o un semplice ringraziamento, che permetterà l’attivazione di una vera e propria campagna di marketing. La soluzione PEM è particolarmente innovativa nell’ambito pubblicitario in quanto consente agli stakeholder di fare parte dell’emozione vera, come una foto personale, e di entrare in casa presentati da un amico attraverso una cartolina turistica qui utilizzata come strumento di marketing diretto, in una modalità mai noiosa e scontata.

21. “IT!”

La soluzione “it!”, ideata da un team di studenti del Politecnico di Milano (che è risultato tra i vincitori dell’hackathon pan-europeo EU United Against the Virus – #EUvsVirus), consiste nell’integrare le destination management organization (DMO), cioè gli enti pubblici sia statali che regionali che promuovono il turismo locale, e le DMC, destination management companies. “it!” vuole offrire ai turisti un modo per affrontare in sicurezza tutte le fasi della vacanza, dalla prenotazione al momento in cui tornano a casa, e alle compagnie private ed enti locali una piattaforma per uniformare il frammentato settore turistico italiano in un’ottica di comunicazione e collaborazione. A monte dell’idea non c’è ancora una startup, ma potrebbe presto nascere.

Turismo e coronavirus: “Le startup rispondono a un bisogno di innovazione”

A segnalare la maggior parte di queste realtà innovative è l’Associazione Startup Turismo, organizzazione no profit nata nel 2013 che riunisce al suo interno 130 startup del settore travel e hospitality (l’80% delle startup del settore).

“Molte risposte ai bisogni di innovazione delle aziende del comparto esistono già da tempo e spesso arrivano dal mondo delle startup. Si tratta solo di individuare e riconoscere quelle che sono oggi allo stato più avanzato e quindi pronte a poter dare pieno supporto alla ripresa del settore in Italia” afferma Karin Venneri, Presidente dell’Associazione Startup Turismo. (L.M.)

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(Articolo aggiornato il 07/08/2020)