Metaverso: 10 esperienze nel retail per sperimentare un nuovo modo di interagire con i clienti - Economyup

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Metaverso: 10 esperienze nel retail per sperimentare un nuovo modo di interagire con i clienti



Da Nike a Kering, da Walmart a Carrefour fino a Dolce & Gabbana, le aziende del lusso e del retail si stanno muovendo per affrontare il Metaverso, il nuovo spazio destinato a rivoluzionare le interazioni tra brand e cliente. Ecco alcuni esempi

di Luciana Maci

23 Feb 2022


Retail nel Metaverso

Il mondo del retail sta per affrontare una rivoluzione chiamata Metaverso. La crescente consuetudine con le interazioni online, e poi la spinta alla digitalizzazione causata dalla pandemia, hanno preparato il terreno all’ingresso del nuovo modo di concepire il rapporto tra fisico e virtuale nelle aziende che vendono abbigliamento, generi alimentari e prodotti di vario tipo.

Retail e Metaverso: un incontro in preparazione da tempo

In realtà il retail sperimenta già da anni nuove modalità di interazione con i clienti, in particolare grazie all’omnicanalità che prevede il continuo “salto” dai canali fisici a quelli online senza soluzione di continuità. L’emergenza sanitaria, con i conseguenti lockdown e il ricorso massiccio all’online, non ha fatto che accelerare il percorso. Euromonitor International ha rilevato che il 38% dei consumatori ha preso parte a videogiochi online almeno settimanalmente nel 2021, rispetto al 29% del 2015, e le vendite di visori per realtà aumentata (AR) e realtà virtuale (VR) sono aumentate del 56% tra il 2017 lo scorso anno. Senza dimenticare che, secondo uno studio di Snap and Deloitte, entro il 2025 quasi il 75% della popolazione globale e quasi tutti coloro che usano le app diventeranno utenti abituali delle applicazioni di realtà aumentata.

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I nuovi spazi del retail: virtuali e condivisi

Le società più innovative del settore si sono perciò affrettate ad approcciare questo mondo inteso come un’evoluzione verso un web 3D più coinvolgente, visualizzabile da dispositivi VR/AR ma anche attraverso i device tradizionali. Nel Metaverso, si immagina, le persone indosseranno visori e si ritroveranno in spazi virtuali condivisi, collegandosi a “versi” dove lavoreranno, si formeranno, faranno acquisti e faranno amicizia.

Già milioni di individui stanno facendo quotidianamente il loro ingresso nei Metaversi esistenti, e le aziende stanno scoprendo nuovi mercati e nuove fonti di guadagno: è chiaro che le strategie, le soluzioni e gli spazi del del retail devono essere ripensati in questa ottica innovativa. Si sono già mosse con prontezza le grandi case del lusso come Kering o Dolce & Gabbana, o multinazionali come Nike. Ma anche colossi quali Walmart e persino un player della GDO come Carrefour. Vediamo dunque questi e altri esempi di aziende del retail che stanno utilizzando il Metaverso per cambiare il loro modo di relazionarsi con il cliente e, in ultima analisi, per incrementare le vendite.

Neosperience per Haier: la “casa del futuro” nel Metaverso per vendere elettrodomestici

Neosperience S.p.A., PMI innovativa attiva nell’ambito dell’Intelligenza Artificiale, ha realizzato per Haier, big mondiale nel settore degli elettrodomestici, un’esperienza digitale cinestesica e immersiva in cui gli utenti possono esplorare e configurare i prodotti a casa propria con facilità d’uso e straordinario realismo. Si tratta infatti di una realtà digitale che supera i limiti dei tradizionali showroom fotografici garantendo un’esperienza digitale immersiva e in tempo reale.

Grazie alla soluzione Neosperience Reality Plus, i visitatori di oltre 20 Paesi possono sperimentare – navigando dal proprio PC, smartphone o tablet – l’esperienza di muoversi liberamente e senza alcun limite in due diversi ambienti tridimensionali, nei quali scoprire i prodotti presenti nel catalogo Haier e immergersi in una “casa del futuro” connessa e personalizzata. In questa abitazione video, cataloghi virtuali, volantini e prodotti come forni, frigoriferi, cantinette vino e lavatrici sono resi con un elevatissimo grado di definizione di ogni dettaglio, finitura e texture.

I visitatori possono ricevere tutte le informazioni e i dettagli tecnici, oltre ad avere la possibilità, grazie alla realtà aumentata, di portare i prodotti nel proprio ambiente domestico, mantenendone colori, caratteristiche e dimensioni.

L’altra caratteristica distintiva dell’esperienza è la possibilità di visualizzare gli ultimi modelli top di gamma e i prodotti di punta, grazie al costante aggiornamento dello showroom virtuale e alla sua capacità di adattarsi alle esigenze dei diversi mercati: infatti, le componenti di contenuto, il linguaggio della voce narrante e la gamma di prodotti esposti sono personalizzati in base al Paese da cui si effettua l’accesso.

Nike e le scarpe virtuali

Nike è stata tra le prime multinazionali dell’abbigliamento a cogliere l’importanza del Metaverso. A novembre 2021 ha svelato la creazione di un mondo virtuale chiamato Nikeland sulla piattaforma di videogiochi Roblox Corp. La nuova dimensione, modellata sul quartier generale di Nike, include edifici di vario genere, oltre a a campi e arene in cui i giocatori possono competere tra loro. Il mese seguente, a dicembre 2021, ha annunciato l’acquisizione di RTFKT Studios, definito “un marchio leader in grado di sfruttare l’innovazione all’avanguardia per offrire oggetti da collezione di prossima generazione che fondono cultura e gioco“. In altre parole una società che vende scarpe…che non esistono.

Metaverso: perché Nike ha acquisito RTFKT, che vende scarpe da ginnastica virtuali

Walmart e la produzione di beni virtuali

Ha tanti anni di esperienza alle spalle, ma ha voluto affrettarsi a catturare il nuovo trend del Metaverso: il gigante statunitense della grande distribuzione, fondato nel lontano 1945 ma particolarmente attento all’innovazione, ha depositato il 30 dicembre 2021, presso l’Ufficio brevetti e marchi degli Stati Uniti, diversi nuovi marchi che, sostengono i media specializzati, indicherebbero la sua intenzione di produrre e vendere beni virtuali, tra cui elettronica, decorazioni per la casa, giocattoli, articoli sportivi e prodotti per la cura personale. In una separata richiesta di deposito di brevetto, Walmart ha dichiarato che avrebbe offerto agli utenti una valuta virtuale e i Non Fungible Token. In totale, scrive Cnbc, sono state presentate sette distinte richieste di brevetto. Secondo quanto riportato da “Bloomberg”, il gruppo ha depositato marchi per i nomi “Verse to Home”, “Verse to Curb” e “Verse to Store”.

Walmart e il Metaverso: ora anche il N.1 del retail vuole vendere beni virtuali e avere una criptovaluta

Carrefour e l’acquisizione di un terreno in un videogioco

Nemmeno la grande distribuzione vuole farsi trovare impreparata al nuovo mondo scaturito dalla contaminazione tra fisico e virtuale. Carrefour, per esempio, ha acquistato un terreno dell’equivalente di 36 ettari di superficie nel mondo virtuale del videogioco Sandbox. Creato dallo studio francese Pixowl, Sandbox consente a privati e imprese di diventare proprietari di terreni e di sfruttarli a proprio piacimento. Secondo i dati della piattaforma OpenSea, la transazione è costata al gruppo 120 unità della criptovaluta Ethereum, poco meno di 300 mila euro. Nell’operazione Carrefour, che è il primo gruppo francese ad aver acquistato un terreno virtuale, è stato affiancato da Coinhouse, piattaforma di investimenti nei criptoattivi. La direttrice della trasformazione digitale di Carrefour ha affermato che su questo territorio virtuale si potrebbero organizzare “eventi o lanci di prodotti. 

Carrefour e il Metaverso: è il primo gruppo francese ad acquistare un terreno virtuale in un videogioco

Balenciaga e la collaborazione con Fortnite

Balenciaga, un’unità di Kering,  a settembre 2021 ha iniziato a vendere “skin” (sorta di “vestiti” per il proprio personaggio da cambiare a ogni partita) nell’ambito del popolare gioco Fortnite. Prezzo: 1.000 V bucks, che dovrebbero equivalere a circa 8 dollari. Oltre alle “skin”, la casa di moda spagnola si è data alla vendita (sempre virtuale) di  strumenti come deltaplani e picconi da utilizzare durante le sfide in battle royale. Al contempo Balenciaga ha lanciato una linea per il mondo reale dedicata proprio al celebre titolo Epic Games.

Kering guarda poi con grande attenzione al Web3, dalla tecnologia blockchain al Metaverso annunciato da Mark Zuckerberg. “Il Web3 potrebbe creare un ambiente economico totalmente nuovo, e cambiare l’e-commerce. Per esempio, dobbiamo accettare le crypto-monete nei nostri siti? Ci stiamo pensando. Ci sono conseguenze anche giuridiche e fiscali da tenere in considerazione” ha dichiarato il patron di Kering, François-Henri Pinault.

Gucci Garden: la mostra virtuale e interattiva

Gucci, anch’esso parte del gruppo Kering, è entrato nel mondo virtuale di Roblox, videogioco pubblicato per la prima volta nel 2004 da Roblox Corporation nel quale i giocatori possono personalizzare il proprio avatar e creare mondi in 3D, comprando oggetti e decorazioni tramite un’apposita valuta di gioco, i Robux. In questo luogo virtuale ha venduto una versione digitale della sua borsa Dionysus su Roblox per 350.000 Robux, ovvero circa 4.100 dollari. Un prezzo più caro rispetto al prodotto nella vita reale, che costa 3.400 dollari.

Con Roblox Gucci ha rilasciato Gucci Garden, una mostra virtuale unica e interattiva. Quando i visitatori sono entrati nel Gucci Garden, gli avatar sono diventati manichini. Girovagando per le diverse sale, il manichino di ogni visitatore era in grado di “assorbire” elementi della mostra. QUI il video esplicativo.

 

Dolce & Gabbana e i Non-Fungible-Token

A settembre 2021 Dolce & Gabbana ha venduto 9 pezzi di Nft (Non-Fungible-Token), per 5,7 milioni di dollari. I Nft, strumenti che stanno riscontrando crescente interesse specialmente nel mondo dell’arte, sono certificati “di proprietà” su opere digitali: chi acquista un’opera legata a un non-fungible token non acquista l’opera in sé, ma semplicemente la possibilità di dimostrare un diritto su di essa, garantito tramite uno smart contract.  La vendita di Nft da parte del marchio italiano è stata lanciata in occasione delle sfilate di Alta moda, Alta sartoria e Alta gioielleria di fine agosto 2021 a Venezia. La collezione si chiama “Genesi” e l’asta, organizzata in collaborazione con Unxd, è durata dal 20 al 30 settembre. Per partecipare le persone hanno dovuto registrarsi sul sito unxd.com, avere un portafoglio digitale certificato per poi fare offerte sia in ETH che in dollari.

Louis Vuitton e il videogioco

Louis Vuitton ha scelto di creare un proprio videogioco. Per celebrare il suo 200 ° anniversario, ha introdotto Vivienne, la protagonista , che viaggia attraverso il mondo virtuale nel tentativo di trovare 200 candele di compleanno. I giocatori che si uniscono a lei possono raccogliere le candele insieme ad accessori unici, e persino vincere alcuni premi. Ogni candela che Vivienne trovava durante il gioco svelava le pietre miliari della storia di Louis Vuitton. Una sorta di gamification della storia di un brand.

Burberry e Honor of Kings

Anche Burberry ha deciso di portare la sua strategia di vendita nel mondo virtuale. Nel 2021 ha infatti progettato due abiti per il protagonista del gioco Honor of Kings. Gli abiti includevano il logo di Burberry, quindi i giocatori sono stati in grado di identificare il marchio. Un primo passo per poi, eventualmente, decidere di cercare questi abiti online o nei negozi fisici di Burberry.

Charli Cohen e la città virtuale immersiva

La fashion designer britannica Charli Cohen, proprietaria di un suo marchio di abbigliamento, per celebrare i 25 anni di Pokémon ha collaborato con il rivenditore britannico Selfridges e Yahoo RYOT Lab per lanciare Electric/City: una città virtuale immersiva ispirata alle capitali mondiali della moda, dove i visitatori possono esplorare lo spazio e acquistare esclusivi capi fisici e digitali. La collezione Charli Cohen presentava quattro capi digitali da indossare tramite un obiettivo Snapchat a realtà aumentata con tracciamento del corpo o un avatar AR digitale personalizzabile su oltre 300 altre piattaforme virtuali.

Dyson e il negozio virtuale

L’azienda, che produce aspirapolvere, prodotti per la cura dei capelli, purificatori, umidificatori e lampade, ha allestito un negozio virtuale. In questo spazio è possibile utilizzare la demo VR per provare virtualmente i prodotti per capelli dell’azienda su una varietà di tipi di capelli e vedere quale è il migliore per le proprie esigenze. E’ inoltre possibile guardare all’interno dei prodotti e capire la tecnologia alla base del loro funzionamento.

 

 

 

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Luciana Maci

Giornalista professionista dal 1999, scrivo di innovazione, economia digitale, digital transformation e di come sta cambiando il mondo con le nuove tecnologie. Sono dal 2013 in Digital360 Group, prima in…