Micromobilità: le nuove regole ministeriali sui monopattini elettrici (da approvare entro l'estate) | Economyup
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LA NORMATIVA

Micromobilità: le nuove regole ministeriali sui monopattini elettrici (da approvare entro l’estate)



Il decreto attuativo del ministero dei Trasporti sulla micromobilità, ora all’attenzione di vari enti prima dell’approvazione in Gazzetta, prevede test su strada solo in città, proibisce l’uso dei micro-veicoli ai minorenni senza patente del motorino, obbliga i Comuni a collocare l’apposita segnaletica. E molto altro…

di Luciana Maci

15 Mag 2019


I monopattini elettrici sono uno dei trend emergenti della nuova mobilità insieme a segway, hoverboard e analoghi mezzi per la micromobilità, ma il Codice della Strada presentava lacune in materia e di fatto finiva per penalizzarne o proibirne l’uso, perciò si sono rese necessarie nuove regole. Come spesso succede nel mondo dell’innovazione, la necessità di stabilire una normativa ad hoc è arrivata a posteriori, dopo l’emersione del fenomeno. Comunque è arrivata. Le norme sulla micromobilità elettrica sono state previste dalla Legge di Bilancio 2019, dopodiché il Ministero delle Infrastrtutture e dei Trasporti (MIT) ha redatto una bozza di decreto attuativo, che il mese scorso ha condiviso con varie istituzioni, al fine di ricevere osservazioni utili prima della pubblicazione definitiva in Gazzetta Ufficiale. Il decreto, firmato dal ministro dei Trasporti Danilo Toninelli,  dovrebbe entrare definitivamente in vigore dall’estate 2019 per avviare le sperimentazioni di monopattini elettrici, segway, monowheel e hoverboard nelle città. Al momento prevede il via libera dei test su strada esclusivamente in ambito urbano e nel rispetto di determinate condizioni, alcune delle quali hanno già ricevuto critiche da più parti. Per esempio, per i minori che si spostano in monopattino è obbligatorio avere la patente AM (quella per il motorino) e i Comuni sono obbligati a collocare nuova segnaletica per indicare le strade dove si può circolare con questi mezzi. Ma vediamo l’iter del provvedimento e quali saranno le nuove regole, salvo significativi cambiamenti a seguito delle osservazioni degli enti che lo stanno valutando.

QUI LA BOZZA DEL DECRETO ATTUATIVO SULLA MICROMOBILITÀ

Micromobilità: cosa dice il Codice della Strada

Proprio perché i monopattini elettrici sono un’innovazione recente, il Codice della Strada italiano, emanato nel 1992 (quindi ormai 27 anni fa), non li prevede. Tuttavia, all’articolo 190 ci sono disposizioni che regolamentano il comportamento dei pedoni. Al comma 8 è sancito che la circolazione per mezzo di tavole, pattini o acceleratori di andatura è vietata sulla carreggiata. Anche al comma 9 esiste un riferimento agli acceleratori di andatura: è vietato spostarsi con tavole, pattini o acceleratori di andatura sugli spazi riservati ai pedoni (marciapiedi e zone pedonali). Come si vede, non c’è un preciso riferimento ai monopattini elettrici (o agli hoverboard e simili) nel Codice della Strada, ma, da quello che si evince anche da successive disposizioni legislative, i monopattini elettrici con velocità massima inferiore ai 6 Km/h possono essere assimilati agli acceleratori di andatura. Quindi di fatto ne sarebbe vietato l’uso sulla carreggiata. Il governo giallo-verde è intervenuto proprio per aggiornare questa normativa.

Micromobilità: il decreto attuativo

Dopo che la micro mobilità elettrica è stata introdotta nella Legge di Bilancio 2019, l’8 aprile 2019 il MIT ha annunciato che il decreto attuativo per avviare la sperimentazione nelle città della micromobilità elettrica era pronto. “Verrà ora condiviso – si legge in una nota apparsa sul sito del ministero – con le altre amministrazioni coinvolte e con gli enti locali e contiamo che sarà definitivamente in vigore in tempo per avviare le sperimentazioni di monopattini elettrici, segway, monowheel e hoverboard nelle città dall’estate 2019”.

“Il MIT – prosegue il comunicato – ha fatto un attento lavoro sul testo del decreto attuativo, accogliendo anche diverse richieste pervenute dall’Anci. Si auspica, dunque, un rapido iter di condivisione da parte delle altre istituzioni, così da fare tutti insieme un nuovo importante passo in avanti verso una mobilità veramente green che consentirà di offrire nuovi mezzi di trasporto nell’ottica dell’intermodalità a zero emissioni.  Come stabilito dalla legge di Bilancio, saranno i sindaci a delimitare le aree in cui avviare la sperimentazione e disciplinare le modalità di utilizzo dei mezzi.

Nei giorni successivi i dirigenti del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti hanno inviato a varie istituzioni lo schema di decreto relativo alla sperimentazione della micromobilità elettrica al fine di condividerne il testo e di ricevere osservazioni utili a migliorarlo prima della pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.

COSA DICE IL DECRETO ATTUATIVO: LE NUOVE REGOLE SULLA MICROMOBILITÀ

Molte le novità del decreto, composto da 7 articoli e 3 allegati anche con fotografie e la descrizione dei modelli dei veicoli.

Nuove regole per i monopattini elettrici: circolazione solo in città

L’obiettivo è indicare le modalità di attuazione e gli strumenti operativi per la sperimentazione della circolazione su strada, che sarà consentita solo in ambito urbano e limitatamente a determinate infrastrutture stradali.

Tutti i mezzi ammessi alla sperimentazione

Alla sperimentazione sono ammessi esclusivamente i monopattini elettrici; i segway, dispositivi di trasporto personale che sfruttano un’innovativa combinazione di informatica, elettronica e meccanica; i monowheel, monocicli con una sola ruota simile all’uniciclo, in cui generalmente il guidatore colloca i piedi tra le due ruote; e gli hoverboard, veicoli a due ruote parallele che, mediante sensori giroscopici e opportuna elettronica di bordo, riescono a mantenersi in equilibrio orizzontale con persone a bordo senza bisogno di appoggi ulteriori.

Illuminazione del mezzo e potenza del motore

Questi mezzi di micro mobilità dovranno essere dotati di segnalatore acustico e con un motore elettrico con potenza nominale massima non superiore ai 500watt. È indispensabile che i micro-veicoli siano dotati di illuminazione: da mezz’ora dopo il tramonto, durante la notte e di giorno, quando le condizioni atmosferiche richiedano l’illuminazione, i mezzi sprovvisti di luce bianca o gialla fissa e posteriormente di catarifrangenti rossi o di luce rossa fissa, non potranno essere utilizzati ma solo condotti o trasportati a mano. In altre parole, sarà vietata la circolazione al buio e di giorno in caso di scarsa visibilità per i microveicoli sprovvisti di luci. Inoltre se si circola su strada o su pista ciclabile ci sarà l’obbligo di avere il giubbotto o le bretelle retroriflettenti ad alta visibilità di sera e notte per il segway e il monopattino elettrico.

Monopattini elettrici: nuove regole sulla velocità

I dispositivi in grado di sviluppare velocità superiori ai 20 km/h dovranno essere dotati di regolatore di velocità, mentre per poter essere utilizzati nelle aree urbane, attraverso il regolatore, non potranno superare la velocità di 6 km/h. Inoltre, nelle piste ciclabili protette, nelle corsie riservate e nelle zone 30 è ammesso il transito solo a monopattini e segway (in un range tra i 6 e i 20 chilometri l’ora), ma non a monowheel e hoverboard. Tutti i dispositivi dovranno avere la marchiatura CE, ai sensi della direttiva eurooea 2006/42/CE

Chi potrà guidare i veicoli per la micromobilità

Tutti i veicoli elettrici di micromobilità potranno essere guidati esclusivamente da conducenti maggiorenni, a meno che il minore non sia in possesso della patente AM (quella necessaria per il motorino).

È vietato il trasporto di altri passeggeri o di cose e ogni forma di traino. Va mantenuto un andamento regolare e devono essere evitate manovre brusche ed acrobazie. Vengono richiamate le norme dell’art. 182 del Codice della Strada (circolazione dei velocipedi), quando vengono percorse le piste ciclabili o i percorsi promiscui pedonali e ciclabili. I limiti di velocità indicati nel decreto non valgono per i mezzi elettrici in dotazione agli organi di polizia stradale. Non sarà previsto l’obbligo del casco.

Micromobilità: la palla passerà ai Comuni

Sempre in base alla bozza di decreto attuativo che sta circolando, servirà un’apposita delibera di Giunta comunale ad approvare il piano della sperimentazione della micromobilità elettrica, andando a regolamentarne oltre che la circolazione anche la sosta. I Comuni dovranno anche installare nuova segnaletica per indicare le strade dove si può circolare con monopattini o altro. Particolare attenzione i comuni dovranno porre in caso di istituzione di servizi a noleggio dei dispositivi in condivisione,  con obbligo di copertura assicurativa per l’espletamento del servizio stesso. La sperimentazione potrà essere autorizzata entro 12 mesi dalla data di entrata in vigore del decreto, e non potrà avere una durata superiore ai 24 mesi dalla predetta data, con un minimo di 12 mesi. I comuni dovranno comunicare al MIT la volontà di accedere alla sperimentazione entro 30 giorni dall’adozione dei provvedimenti,  ed entro tre mesi dal termine della sperimentazione andrà inviata una relazione sui risultati conseguiti.

MONOPATTINI ELETTRICI E NUOVE REGOLE: LE CRITICHE

Molto duro il commento dell’assessore milanese all’urbanistica, Pierfrancesco Maran:  “Non si fa in tempo a gioire per la notizia che, leggendola, vengono confermati tutti, ma proprio tutti, i pregiudizi su Toninelli. Se devo scegliere la cosa più incredibile è questa: i Comuni con delibera di giunta decidono in che strade possono circolare (e fin qui tutto bene, isole pedonali, zone 30, corsie ciclabili, probabilmente non vie ad alto scorrimento). Dopo la delibera devono mettere apposita segnaletica nelle strade dove è possibile andare in monopattino. Cioè in strade di pali, pali, pali (e togliere quelli esistenti è un casino) dovremmo mettere un nuovo palo per dire nel cartello che si può andare in monopattino. Poi i monopattini li usano i maggiorenni (anche senza patente) e i minorenni con patente categoria am, obbligo di indossare giubbino catarinfrangente di sera, di montare un clacson. Insomma se volevamo dimostrare non solo di essere ultimi, ma di saper scrivere la legge peggiore… eccoci!”.

Critica anche Legambiente.  “La circolazione – spiega il vicepresidente Edoardo Zanchini – sarà consentita solo su piste ciclabili e aree pedonali, zone 30 e strade assimilabili, ma con differenze nell’accesso tra i diversi mezzi. Ai Comuni spetterà poi di individuare precisamente queste aree con relativa cartellonistica. Inoltre sono fissati limiti di velocità di 20 km/h, inferiori a quelli di una qualsiasi bicicletta a pedalata assistita, ma con limiti di potenza assolutamente abbondanti per quelle velocità. Non si comprende perché non si decida semplicemente di equiparare questi mezzi alle bici per quanto riguarda le regole di circolazione su strada. Il rischio – conclude Zanchini – è che con regole così complicate e restrittive gli stessi Comuni si trovino di fronte a un percorso assai complesso prima di aprire alla sperimentazione, e quella che potrebbe essere una opportunità di circolazione nelle nostre città, con mezzi a emissioni zero, incontri enormi barriere alla sua diffusione”.

 

Luciana Maci

Ho partecipato al primo esperimento di giornalismo collaborativo online in Italia (Misna). Sono dal 2013 in Digital360 Group, prima in CorCom, poi in EconomyUp. Scrivo di innovazione ed economia digitale