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INVESTIMENTI ONLINE

Housers, arriva in Italia l’esperimento spagnolo di crowdfunding immobiliare

di Luciana Maci

28 Lug 2017

L’innovativa modalità di investimento nata in Spagna prevede che una società chieda alla “folla” di Internet una determinata somma per acquistare un immobile: se la quota verrà raggiunta, la società darà in locazione l’immobile e ciascun investitore otterrà la sua parte di affitto. Rendita stimata: 3,80%

Arriva in Italia il crowdfunding immobiliare. La società che si sta lanciando in questa inedita forma di raccolta fondi online collegata in modo specifico al settore del real estate si chiama Housers ed è stata creata e lanciata nel 2015 in Spagna, dove ad oggi conta oltre 50 mila utenti. In sostanza dà la possibilità di investire su uno o più asset partendo da un capitale di 50 euro. Un esperimento nuovo per l’Italia e ancora tutto da testare.

♦ COME FUNZIONA HOUSERS – Nella piattaforma online di Housers vengono presentati immobili (per la precisione in vetrina ce ne sono sempre e solo tre, ma registrandosi il numero dovrebbe aumentare) sui quali l’utente può investire piccole quote. Housers cerca e seleziona immobili in diverse località del Sud Europa, incrociando vari criteri come tasso di remunerazione, durata dell’investimento, complessità del progetto ecc. ecc. L’immobile in vetrina, che è stato opzionato da società partner di Housers, è in vendita. Attraverso il sito la società partner chiede al “crowd”, la folla di aspiranti investitori online, la cifra necessaria per acquistare quell’immobile. Se la quota viene raggiunta, la società procede con l’acquisto, dopodiché, se necessario, realizza i lavori di ristrutturazione e, una volta che il bene è sistemato, lo concede in affitto.

In base a quanto versato, l’investitore percepirà la sua quota di affitto mensile. Un esempio: in questo momento in vetrina sul sito c’è un appartamento di circa 70 metri quadrati nel quartiere Bovisa a Milano, per il quale viene richiesta la somma complessiva di 179.500 euro. Finora 141 investitori hanno contribuito a versare una somma complessiva pari a 40.773 euro, poco più del 22% della quota richiesta. Mancano 8 giorni alla conclusione del round: se Housers non ce la farà a raggiungere il target restituirà il danaro agli investitori oppure lo manterrà per poi dirottarlo verso ulteriori investimenti, a scelta dell’utente. Se invece la somma sarà raggiunta, chi ha investito comincerà a usufruire della sua quota di affitto dell’immobile. In pratica, chi ha versato 2000 euro otterrà 76,03 euro all’anno. Il rendimento dell’investimento è calcolato al 3,80%. Naturalmente, più denaro si investe, più si guadagna.

Housers sottolinea che l’immobile, messo a reddito e rivenduto dopo riqualificazione, permette di ottenere un doppio ritorno sul capitale investito: da una parte il rendimento derivante dalle rendite dell’affitto – come descritto sopra – e dall’altra quello dovuto alla rivendita dopo la rivalutazione del bene immobile.

Giovanni Buono, Ceo di Housers Italia

♦ LA PIATTAFORMA –Cerca e seleziona gli immobili nelle principali città del Sud Europa

-Pubblica le proposte fornendo dettagli per la valutazione di queste

-Dà libera scelta all’utente di decidere in quale progetto investire

– Distribuisce interessi derivanti dal pagamento della locazione e/o dalla rivendita dell’immobile

– Utilizza la piattaforma autorizzata Lemon Way per depositare e trasferire i fondi

♦ L’USO DEI BIG DATA – Housers punta su quelle aree, solitamente di grandi città, nelle quali nel prossimo futuro verranno attuati progetti di riqualificazione. Come fa a sapere quali saranno? “Attraverso l’uso dei big data” spiega Giovanni Buono, CEO di Housers Italia. “Abbiamo un software, in parte proprietario e in parte di società partner, che ci fa vedere cosa sta succedendo nei quartieri della città, dove stanno aumentando i prezzi e quindi quali sono i trend del mercato”.

♦ RENDITA, FEE E TASSE – La rendita dell’investimento sembra tutto sommato modesta. Nella stima della rendita annua è compresa la fee che incassa Housers, il 10%. L’investimento va dichiarato in dichiarazione dei redditi. Le tasse da versare al momento dell’acquisto dell’immobile le paga la società che lo compra. Nel caso di messa a reddito c’e una parte che paga l’inquilino: per i dettagli Housers rimanda alla lettura del business plan pubblicato nella scheda informativa insieme agli altri dati e ai documenti ufficiali.

♦ INQUILINI MOROSI – Nei primi sei mesi dopo l’acquisto dell’immobile, anche se questo è ancora vuoto viene comunque corrisposto l’affitto all’investitore. Nel frattempo la società cerca l’inquilino ideale. “Chiediamo 3 mesi di garanzia – spiega Buono – facciamo una due diligence, ovviamente ricerchiamo persone solvibili. In 100 appartamenti a Madrid sarà accaduto in tutto un paio di volte che qualcuno non abbia pagato. In quel caso all’investitore non viene corrisposto alcun affitto mensile”.

♦ PERCHÉ INVESTIRE IN CROWDFUNDING IMMOBILIARE – Housers chiarisce che la sua piattaforma non è di equity crowdfunding (raccolta fondi online che consente di investire in startup e pmi innovative in cambio di quote societarie). Piuttosto “si può definire lending crowdfunding o peer to peer crowdfunding”. 

Crowdfunding, tutte le piattaforme attive in Italia (e come usarle)

 

“La piattaforma – prosegue il CEO – si basa sul meccanismo del finanziamento collettivo: proponendo la diversificazione del patrimonio personale attraverso l’investimento nell’immobiliare in versione 2.0, Housers offre agli utenti un’alternativa di risparmio e permette di gestire autonomamente il proprio denaro investendo a scelta in una o più opportunità immobiliari”. Secondo i dati Istat il mercato immobiliare si sta risvegliando, ma oggi solo il 10% della popolazione più giovane (20-40 anni) sarebbe in grado di comprare una seconda casa e considerare quindi l’investimento immobiliare un’alternativa per i propri risparmi. Gli alti costi, la difficoltà nell’ottenere mutui e i lunghi tempi di restituzione dei prestiti. “La nostra ambizione – continua Buono – è di democratizzare il mercato immobiliare valorizzando al meglio i risparmi dei nostri utenti che spesso hanno entrate esigue per investire in immobili”.

Luciana Maci

Ho partecipato al primo esperimento di giornalismo collaborativo online in Italia (Misna). Sono dal 2013 in Digital360 Group, prima in CorCom, poi in EconomyUp. Scrivo di innovazione ed economia digitale

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