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Comunicazione

Fashion&Design, 7 casi di tecnologia che diventa arte

27 Apr 2017

I datacenter di Google dipinti da artisti di strada, il display di Cisco premiato per il design, il circuito Arduino in mostra al Moma di New York: la creatività può contaminare anche gli oggetti più hitech. Obiettivo: comunicare in modo attraente il valore dell’innovazione. Ecco alcuni piccoli capolavori

Uno dei Google Data Center pitturato da artisti di strada
Arte e tecnologia possono sembrare due mondi molto distanti, e in effetti lo sono, eppure esistono casi in cui questi due mondi si avvicinano e si contaminano. La purezza del design e l’allegria dell’arte di strada hanno sedotto aziende tecnologiche come Cisco e Olivetti, il circuito elettronico di Arduino, piattaforma open source nata in Italia, è finito al Moma di New York, i robot sono diventati protagonisti di installazioni. Anche Google ha scelto di raccontare la tecnologia attraverso l’arte affidando agli street artist la pittura delle mura esterne di alcuni dei suoi data center. “Questi edifici – ha spiegato Joe Kava, VP di Google Data Center – non sono in genere molto belli da guardare, perciò la gente di solito non lo fa e raramente impara a conoscere queste straordinarie strutture e le persone che ci lavorano”. Ecco alcuni esempi di incontro tra aziende, tecnologiche ma non solo, e mondo dell’arte e del disegno industriale.  

1 ► Un colosso dell’IT premiato per il design – La tecnologia può essere anche bellezza, in particolare

quando unisce l’eleganza del disegno alla semplicità d’uso. È il caso di Cisco Spark Board, prodotto innovativo pensato per semplificare e migliorare le riunioni di lavoro, che ha conquistato uno dei premi più importanti a livello mondiale nel design, il  Red Dot’s Best of the Best Award. E che, tra l’altro, è finito in esposizione sia al recente Salone del Mobile sia al Fuorisalone, i due appuntamenti milanesi di riferimento a livello internazionale per il design. 

Spark Board, perché una piattaforma hi-tech per le riunioni vince un premio di design

2 ► Un circuito in mostra al Moma – Anche un circuito elettronico può diventare arte. Arduino – piattaforma hardware open source Made in Italy che consente anche ai meno esperti di programmare ed è usata in tutto il mondo dai makers, la nuova generazione di artigiani digitali -  è stato acquisito dal Metropolitan Museum of Modern Arts (Moma) di New York, che ha deciso di inserirlo nella propria collezione di opere d’arte. Lo ha annunciato lo stesso museo, uno dei più prestigiosi al mondo, circa due anni fa. Oltre ad Arduino sono stati acquistati altri quattro esemplari collegati al mondo tecnologico: Ototo, Makey Makey, Colour Chaser e DIY Gamer Kit. 

Arduino diventa arte, sarà esposto al Moma di New York

3 ► Google e l’arte dei data center – Nel 2016 i data center di Google si sono colorati di arte. Il progetto, chiamato The Data Center Mural Project, ha interessato quattro grandi centri simbolo della tecnologia high-tech nel mondo che sono stati trasformati in altrettante opere d’arte da quattro street artist. Già nel 2014 Google aveva dimostrato di essere interessato all’arte di strada presentando il database più grande del mondo, Google Street Art Project, parte del più ampio Google Art Project, piattaforma permette di viaggiare tra le opere e le collezioni di tutto il mondo. L’obiettivo di The Data Central Mural Project è stato spiegato da Joe Kava, vice presidente di Google Data Center. “Che si tratti di condivisione di foto, ricerca sul web o traduzioni, miliardi di richieste vengono inviate nel cloud ogni giorno. Ma pochi sanno che tutte queste informazioni scorrono in luoghi fisici, chiamati data center. Poiché questi edifici in genere non sono molto belli da guardare, la gente di solito non lo fa, e raramente impara a conoscere le strutture incredibili e le persone che si impegnano duramente per rendere le nostre esistenze più digitali. Per cominciare a cambiare la situazione, abbiamo creato The Data Central Mural Project: una collaborazione con gli artisti per portare un po’ della magia dei nostri data center dall’interno verso l’esterno”. 

4 ► Robot sul palco – La robotica può essere ammirata come si ammira una performance teatrale.

Al Fuorisalone 2017 a Milano è stata  realizzata da Logotel una mostra-progetto di Maria Yablonina, “Mobile Robotic Fabrication Eco-System”. Si tratta di un’installazione dove tre robot, interagendo e muovendosi sincronicamente su una struttura dalle grandi dimensioni, costruiscono una rete sospesa ispirata nello stesso modo in cui i ragni tessono le loro trame . Il risultato di questo nuovo tipo di collaborazione è una trama composta da cavi in polipropilene che, attraverso il movimento agile dei robot, permette di riflettere sull’esistenza di un’interazione inedita: non più quella uomo-uomo o uomo-macchina, ma uno scambio relazionale macchina-macchina. Il progetto di Maria Yablonina, trasferitasi in Germania per seguire il particolare interesse per la robotica e la fabbricazione digitale, è stato realizzato presso l’ICD (Institute of Computational Design) di Stoccarda, dove la designer russa attualmente opera come ricercatrice. Il suo lavoro è un tentativo di ipotesi su un nuovo metodo costruttivo, veloce e poco costoso, in grado di includere software e hardware per sviluppare una soluzione innovativa: piccoli robot (trasportabili in una valigia) capaci di arrampicarsi su strutture orizzontali e verticali, attraverso sensori e aspirazione su ogni tipo di superficie. 

5 ► Danza e tecnologie immersive – È partita di recente da Milano Innovazione on stage, iniziativa ideata da Fondazione TIM e Accademia Teatro alla Scala che permetterà al pubblico di conoscere l’ampia offerta formativa dell’Accademia e di entrare nel cuore del palcoscenico. In particolare, una moderna installazione permetterà ai visitatori di seguire attraverso tecnologie immersive un percorso visivo per conoscere meglio arti e mestieri dello spettacolo. L’esperienza sarà possibile anche grazie ai visori Oculus e ai device mobili quali tablet e smartphone. Il primo appuntamento è stato l’ 8 aprile 2017 nella sede dell’Accademia Teatro alla Scala, nell’ambito del Fuori Salone durante la settimana del design. Dopo l’estate il progetto toccherà Torino, Bari e Palermo. Torna inoltre  anche quest’anno Talenti on stage, la campagna di raccolta fondi sulla piattaforma di crowdfunding di TIM WithYouWeDo per sostenere gli allievi dell’Accademia Teatro alla Scala tramite l’erogazione di borse di studio. Marcella Logli,  Direttore Generale Fondazione TIM, ha commentato: “Innovazione on stage e la seconda edizione di Talenti on Stage costituiscono una nuova tappa nella partnership pluriennale siglata nel 2016 tra Fondazione TIM e Accademia Teatro alla Scala. Per TIM è l’occasione per dimostrare come l’innovazione possa coniugarsi con la cultura e con il Made in Italy più prestigioso e internazionale”. 

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6 ► Creatività e aziende – Nel 2013 Banca Ifis ha chiamato a raccolta tutti gli street artist desiderosi di realizzare la grafica relativa a un conto bancario attraverso un contest su Facebook. La Rete ha scelto il vincitore, Riccardo Bernucci, che ha poi eseguito l’opera dal vivo durante un flash mob nella stazione di Santa Lucia a Venezia. Il murales è stato in mostra alla Galleria Nazionale di Arte Moderna e Contemporanea (Gnam) di Roma all’interno di un’esposizione organizzata nel 2015 dalla startup pptArt, piattaforma di opere in crowdsourcing. La mostra era dedicata alle opere d’arte commissionate dalle imprese. Grandi nomi del passato si sono cimentati nel genere, i contemporanei continuano a farlo. Più di recente Ugo Nespolo ha messo la sua arte a disposizione di Caffarel disegnando immagini finite poi sulle scatole di cioccolatini, Emilio Tadini ha stretto un legame con Sisal, che ha utilizzato il suo lavoro per le schedine di gioco, e Peter Max ha dato vita a forme e colori destinati a illustrare le carte dell’American Express. L’arte che incontra le aziende, tecnologiche e non.

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7 ► Olivetti premia il design – Dopo il successo della prima edizione, anche nel 2017 Olivetti Design Contest, che si è concluso qualche settimana fa, ha premiato progetti di design coniugati con le nuove tecnologie. Nella convinzione che la bellezza sia un driver fondamentale anche per l’industria, il contest si rivolge agli studenti delle principali istituzioni universitarie di design europee. Ventotto i progetti arrivati in finale, nei quali sono stati coinvolti 72 studenti. Ai partecipanti era richiesto di offrire un contributo originale alla realizzazione di un telefono fisso business e alla scocca di una stampante 3D. Per i progetti relativi al telefono business la Giuria, presieduta da Luca Cordero di Montezemolo, ha attribuito il primo premio di 2.000 Euro a “One” realizzato da Carlo Angrisani, Alessandro Consigli, Francesco Di Martino e Andrea Di Santo, allievi di RUFA (Rome University of Fine Arts). Per la scocca della stampante 3D il primo premio di 2.000 Euro è stato consegnato a “O-Live” realizzato da Dominika Wasik, Eda Yalkin, Ishwari Dhadge, Johanna Soto e Vedanti Joshi allievi di Domus Academy.

di Luciana Maci

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