Elon Musk, perché quel che tocca diventa oro: dopo Clubhouse, il bitcoin | Economyup

IL PERSONAGGIO

Elon Musk, perché quel che tocca diventa oro: dopo Clubhouse, il bitcoin



Tesla investe 1,5 miliardi dollari sul bitcoin e i prezzi schizzano. Elon Musk apre una room su Clubhouse e il valore del nuovo social newtwork si moltiplica per 10. Perché? L’imprenditore sudafricano è un visionario che fa. E gli investitori vedono in lui il fascino del futuro che rende

di Giovanni Iozzia

08 Feb 2021


Elon Musk

Ormai bisogna farsene una ragione: Elon Musk è il nuovo Re Mida del digitale, quel che tocca diventa oro. E succede sempre più spesso e in angoli diversi del business.

Lunedì 8 febbraio il web e i social sono entrati in agitazione per la notizia che Tesla ha deciso di investire 1,5 miliardi di dollari in Bitcoin e, ha aggiunto l’agenzia Bloomberg, prevede di cominciare ad accettare pagamenti in criptovaluta. Per il bitcoin è una scarica da mille volts: le quotazioni raggiungono livelli record con gli scambi che toccano quota 43mila dollari! Basti pensare che il prezzo, già in crescita, a fine 2020 era di 28.500 dollari.

Chi è Elon Musk, l’imprenditore che crede nello spazio, nell’auto elettrica e nel treno supersonico

Perché Musk fa questo effetto? Come può trasformare un social network per pochi vip in un must to have per l’elitè digitale del mondo, dagli States all’Italia? E, soprattutto, perchè Clubhouse, dopo il suo exploit (ha raggiunto il limite di capienza della room, cioè 5000 persone), ha fatto un enorme balzo di valore?

Lanciata nell’aprile 2020 da Paul Davison e Rohan Seth, con trascorsi in Pinterest e Google, Clubhouse fino alla fine di gennaio ha vissuto in sordina ma la strategia dei founder ha funzionato: si entra solo su invito e solo se si ha un iPhone (per il momento). Il messaggio è chiaro: questo non è un posto per tutti. Così ha cominciato a popolarsi di celebrità come il rapper Drake, star tv come Oprah Winfrey  e miliardari come Marc Andreessen, mitico cofondatore di Netscape.

Ma nessuno ha avuto l’effetto di Elon Musk, che l’1 febbraio ha annunicato su Twitter la sua room su Clubhouse dove ha parlato per circa due ore: dalla missione per portare l’uomo su Marte, al progetto Neuralink per creare un sistema che connetta cervello e macchina, dall’uso che vuol fare dell’intelligenza articiale in Tesla al bitcoin, ovviamente. E anche di cinema: gli è piaciuto Tenet, film faticoso ma affascinante su un futuro distopico (se non l’avete visto, recuperatorelo su qualche piattaforma).

Qui puoi riascoltare l’intervista collettiva a Elon Musk su Clubhouse

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Per Clubhouse ci sarà un prima e dopo Mask: con poco più di un milione di utenti era valutata 100 milioni di dollari. Adesso 1 billion. L’effetto Mask è qualcosa che spinge anche a gesti irrazionali: una compagnia editoriale quotata che ha clubhouse nel nome, ma nulla ha che fare con il nuovo social, ha visto schizzare le sue azioni del 45%. Perché?

Elon Musk è un Re Mida perchè ha mostrato di avere visione innovativa e capacità imprenditoriale, nonostante i tanti che ancora considerano la valutazione di Tesla, che nel 2020 ha superato anche Toyota, effetto di una bolla destinata a scoppiare. Intanto il tempo passo e Mask continua a rilanciare perché questo cinquantenne sudafricano, considerato il più grande imprenditore di tutti i tempi (e forse per questo c’è chi lo liquida come un bluff.),  due mogli e sei figli, quando sembra che stia per andare fuori strada, riesce sempre a sorprendere con una sbandata controllata.

Musk è un visionario che ha fatto e fa. Ha venduto il suo primo videogioco a 12 anni, laureato in fisica e in economia, a 30 anni ha fondato Paypal nel 2000 ed è riuscito a venderla due anni dopo a ebay per un miliardo e mezzo di dollari. Dei soldi guadagnati, dieci milioni di dollari li ha investiti in Solar City, 70 in Tesla e 100 in SpaceX. Capito il personaggio? Non a caso gli è stato anche dedicato un intero episodio dei Simpson. 

Essere Elon Musk significa fare sempre un passo sull’orlo di un precipizio che si sposta sempre in avanti: lui è lì a capire come fare business ma guardando nel vuoto. Rischioso, senza dubbio, ma proprio per questo molto promettente. Ed è quello che vedono in lui gli investitori. La capacità di andare dove altri non osano. Di aprire squarci di futuro. Di non annoiare con bilanci tranquilli e prevedibili ma di affascinare con eccitanti scenari che riesce a far diventare realtà.

Giovanni Iozzia

Ho studiato sociologia ma da sempre faccio il giornalista e seguo la tecnologia . Sono stato direttore di Capital, vicedirettore di Chi e condirettore di PanoramaEconomy.