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Amazon, 7 cose che (probabilmente) non sai sul gigante dell’ecommerce



Quella di Amazon è senz’altro una storia affascinante: nata come una piccola libreria nel garage di Jeff Bezos, e ormai diventata un vero e proprio impero dell’ecommerce che tutti noi usiamo nella vita quotidiana.  Ma ci sono particolari e curiosità che non tutti conoscono sul gigante del retail online: eccone 7

18 Ago 2020


Chi ha mai comprato su Cadabra? Non molti l’hanno mai sentito, ma quasi tutti, in realtà, l’hanno usato per acquistare qualcosa: si tratta infatti del precedente nome di Amazon.

Quella di Amazon è senz’altro una storia affascinante: nata come una piccola libreria nel garage di Jeff Bezos, e ormai diventata un vero e proprio impero dell’ecommerce che tutti noi usiamo nella vita quotidiana.  Ma ci sono particolari e curiosità che non tutti conoscono sul gigante del retail online.

Ecco 7 fatti su Amazon che (probabilmente) non sapevi:

1. Amazon si chiamava Cadabra

Inizialmente, Jeff Bezos aveva scelto il nome “Cadabra” per la libreria online che sarebbe poi diventata il colosso del retail. Il nome si riferiva alla parola magica “abracadabra”, ma il suo avvocato del tempo gli consigliò di cambiarlo, perché riteneva fosse una citazione troppo oscura e, se pronunciato ad alta voce, richiamasse la parola “cadaver”. Il nome Amazon deriva dall’omonimo fiume in Sud America, per richiamare il fatto che la selezione di libri dello shop fosse vasta quanto il fiume più grande del mondo.

Tra le opzioni poi scartate c’era anche il nome Relentless, per cui Bezos aveva comprato il dominio nel 1994: ancora oggi, cercando Relentless.com si viene reindirizzati ad Amazon.com.

2. Amazon non ha pagato tasse negli ultimi 2 anni

Amazon non paga alcuna tassa federale dal 2018, a causa di un particolare meccanismo di tassazione: il governo americano concede alle aziende esenzioni e deduzioni a fronte di investimenti in ricerca e sviluppo.

Grazie al cosiddetto “R&D tax credit”, Amazon ha ricevuto dal 2005 al 2014 esenzioni pari a 600 milioni di dollari per la costruzione di magazzini in alcuni Stati, e ulteriori 147 milioni per lo sviluppo di data centers.

3. Amazon possiede più di 40 brand e sussidiarie

Dall’abbigliamento all’elettronica, dal food al gaming, Amazon è proprietaria di una vasta gamma di brand, la maggior parte dei quali non portano il suo nome.

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La lista include celebri marchi come IMDb, Zappos.com, Goodreads, Whole Foods, Audible, e Souq.com, un sito ecommerce per Paesi del medioriente. Ad oggi, in totale sono 41 i brand e sussidiari a cui Amazon fa capo.

4. Jeff Bezos fa customer service ogni due anni

Amazon ha il pallino del customer service. Il suo fondatore ha un indirizzo e-mail dedicato disponibile ai clienti per reclami, che dichiara di leggere tutt’ora -sebbene raramente risponda di persona- per identificare possibili problemi del sistema.

Non solo: esiste una policy aziendale per cui tutti gli impiegati devono lavorare per due giorni come centralinisti del costumer service ogni due anni, per comprendere -e non scordarsi mai- l’importanza del rapporto con cliente. Questo include lo stesso Bezos, che ha raccontato aneddoti della sua esperienza in un’intervista con Bloomberg Business Week.

5. 6.000 cani “lavorano” in Amazon

Una delle strutture dedicate ai cani alle Spheres di Amazon

Amazon è l’ambiente di lavoro più pet friendly d’America: nel suo campus a Seattle ci sono circa 6.000 cani registrati e autorizzati ad entrare, in media 500 al giorno. Le Spheres sono dotate di un parco, fontanelle distribuite per le strutture, e snack per cani disponibili in ogni reception. E’ stato perfino costruito un dog-deck in uno degli edifici.

6. Amazon ha avuto una crescita esplosiva durante la pandemia

Non c’è da sorprendersi che, nella corsa agli acquisti online scatenata dall’emergenza sanitaria, il colosso dell’ecommerce abbia visto una forte crescita. Ma solo vedendo i numeri si può capire la vera portata dell’impennata di Amazon.

Nel primo semestre del 2020, Amazon ha guadagnato 570 miliardi di dollari di capitalizzazione di mercato, arrivando al valore di 1.490 miliardi, al terzo posto dopo Microsoft (1.540 miliardi) e Apple (1,61 trilioni).

Dopo il crollo di metà marzo quando l’intero mercato azionario ha subito l’impatto della crisi coronavirus, le sue azioni sono salite di oltre il 60% rispetto all’inizio dell’anno, arrivando a valere circa 3.000 dollari.Gli analisti presso le società di investimento Jefferies e Goldman Sachs stimano che arriveranno a 3.800, le stime più elevate in assoluto finora.

7. Jeff Bezos ha un patrimonio di 178,5 miliardi

Grazie all’esplosiva crescita di Amazon nell’ultimo semestre, Jeff Bezos, che detiene una quota pari all’11,1% di Amazon, ha visto una crescita del suo patrimonio netto del 50%, con un valore stimato di 178,5 miliardi di dollari. 

Bezos è la persona più ricca del mondo, seguito dal co-fondatore di Microsoft Bill Gates con 113 miliardi.