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Il caso

Supermercato24, la startup che cresce portando la spesa a casa in un’ora (nonostante Amazon)

26 Lug 2016

Fondata nel 2014, la società veronese in due anni ha raccolto quasi 5 milioni e ogni mese aumenta le consegne del 15%. Enrico Pandian (founder): «Convinciamo i supermercati a vendere online, facciamo un lavoro diverso dalla società di Bezos» Il modello? L’americana Instacart

«Se dovessi utilizzare una definizione adatta a spiegare ciò che facciamo direi che siamo gli abilitatori della grande distribuzione online. In altre parole convinciamo i supermercati a vendere online tramite la nostra piattaforma. Noi, però, non vendiamo nulla» Ci tiene a precisarlo Enrico Pandian, fondatore di Supermercato24, startup veronese che promette di consegnare la spesa a casa in un’ora, perché in questa definizione sta tutta la strategia con cui la sua azienda intende aggredire il mercato del grocery a domicilio. Una strategia che ha convinto due tra i maggiori fondi di venture capital in Italia, Innogest Sgr e 360Capital Partners, a investire tre milioni di euro in un round di finanziamento annunciato lo scorso 18 luglio. Guai a parlare di scommessa però: «C’è stata una due diligence (l’analisi dell’azienda da parte degli investori, ndr) molto lunga – racconta Pandian – agli investitori hanno convinto le metriche, ma anche il mercato in cui ci muoveremo, dove siamo pochi a competere».

L’IDEA REPLICA UNA REALTÀ DI SUCCESSO NEGLI USA: INSTACART, CHE VALE 2 MILIARDI
Procediamo con ordine, però, ripercorrendo brevemente le tappe fondamentali della storia della startup veronese. Supermercato24 nasce a settembre 2014 da un’intuizione proprio di Enrico Pandian. «All’epoca viaggiavo molto tra Verona e Londra – afferma Pandian – e non avevo abbastanza tempo per andare al supermercato. Preferivo ordinare la spesa: succedeva però che quando facevo un ordine il lunedì a Verona, spesso la consegna avveniva il giorno dopo quando ero a Londra, e viceversa. Decisi quindi di fare un’analisi di mercato, per provare a creare un modello capace di consegnare la spesa a casa in giornata, replicando una realtà già esistente e di successo negli Stati Uniti come Instacart, startup che oggi ha una valutazione di oltre due miliardi di euro».

► PENSAVAMO A UN TARGET GIOVANE MA I PRIMI CLIENTI SONO STATI NONNE E IMPIEGATI
L’esordio è di quelli che non ti aspetti: «Pensavamo a un target per lo più formato da ragazzi, invece i primi clienti sono state nonne giovani e impiegati, a dimostrazione del fatto che andavamo a coprire un bisogno di tutti» Come ogni fase di avvio che si rispetti per una startup, il problema più grosso è la ricerca di finanziamenti, senza i quali il progetto non può andare avanti: «Ci sono stati periodo molto duri – sottolinea Pandian – in cui è capitato di dover ritardare il pagamento degli stipendi. Il problema della ricerca dei capitali in Italia esiste e noi lo abbiamo patito all’inizio». La svolta arriva a gennaio 2015 con la vittoria del contest 360by360, realizzato dal fondo di venture 360Capital Partners, che mette in palio 360mila dollari di finanziamento per la startup vincitrice. «Non è stato utile solo per il finanziamento, vincere il 360by360 mi ha aperto a un mondo, quello degli investitori, che fino ad allora non conoscevo. È lì che è cambiato tutto». Sempre nel 2015 arriva un nuovo investimento di circa 1,5 milioni da diversi business angel.

Oggi sono i numeri a testimoniare il consolidamento della startup veronese. Supermercato 24 è attiva in 16 province e 300 comuni, esegue circa 500 consegne al giorno e serve, tramite i suoi “shopper” oltre 40mila clienti, facendo leva su più di 30 insegne. In catalogo ha circa 40mila articoli, il tasso di crescita mese su mese è del 15% (a giugno le consegne hanno toccato quota 300mila) ha attualmente 250mila utenti e prevede di chiudere il 2016 con un fatturato di circa 5 milioni di euro, a fronte dei 750 mila del 2015. Per accedere al servizio di Supermercato24, è sufficiente inserire il proprio codice di avviamento postale sul sito. A quel punto il portale elenca i supermercati convenzionati più vicini. Una volta selezionati i prodotti e inviato l’ordine, un fattorino che lavora con Supermercato24 fa la spesa al posto del cliente e la consegna entro un’ora. La startup mette in contatto chi vuole ricevere i prodotti a casa con chi è pronto a consegnarglieli. Utilizzando gli strumenti del crowdsourcing.

I TRE FATTORI DEL MODELLO DI BUSINESS
Il modello di business si basa su tre fattori: costo di consegna della spesa (4,90€ che può variare di poco a seconda della vicinanza del supermercato), accordi con le grandi marche e sovrapprezzo sul prodotto acquistato (che però, assicura Pandian, da settembre 2016 dovrebbe azzerarsi, equiparando il costo dei prodotti acquistati su Supermercato24 a quello presente sullo scaffale del supermercato in questione). La dimensione del mercato del grocery in Italia vale circa 180 miliardi, ma è attivo per lo più offline, con una incidenza potenziale legata all’e-commerce dell’1%. Una fetta da oltre un miliardo e mezzo di euro, che potrebbe far gola a tanti. A cominciare da Amazon, che per potenzialità di investimento e forza della struttura logistica, non avrebbe nessuna difficoltà a spuntarla sulla concorrenza. «Ritengo certamente Amazon un potenziale concorrente – afferma Pandian – ma non mi fa nessuna paura. Il nostro modello è estremamente differente dal loro: intanto ci basiamo su una struttura di reclutamento degli shopper fondato sul crowdsourcing. Nessuno di loro ha un vincolo contrattuale con noi, per questo ci piace definirci l’Uber della spesa, mentre Amazon spesso, ma non sempre, fa ricorso ai suoi dipendenti. Inoltre la loro forza, la logistica, rappresenta anche un grande limite che noi non abbiamo: essendo abilitatori della grande distribuzione non necessitiamo di magazzini dove depositare la merce, tutto avviene online, per questo il modello del colosso di Bezos può funzionare solo nelle grandi città, mentre noi possiamo arrivare ovunque».

In verità, prendendo come esempio il caso di Milano, va detto che le insidie per Supermercato24 potrebbero arrivare anche dalla capacità o meno di attirare più rapidamente a sé le grandi catene di supermercati: è notizia di qualche settimana fa l’accordo tra Unes, Naturasì e Amazon per la consegna della spesa a domicilio delle due catene. Vale a dire che nessun nuovo prodotto finirà nei magazzini di Amazon, ma la società di Seattle si occuperà di recapitare a casa dell’utente la spesa per conto dei due marchi. D’altra parte, però, fa ben sperare un mercato tutto sommato ancora vergine in cui, al netto di Amazon, l’unico altro competitor è Esselunga, mentre la grande catena Iper ha optato per il modello “click and collect” che prevede il ritiro della spesa nel punto vendita.

Il modello di Supermercato24 sembra avere delle potenzialità rilevanti quindi, soprattutto agli occhi degli investitori. In più, a differenza di altri business di matrice digitale, l’Italia sembra essere un mercato sufficientemente grande per scalare: «Supermercato24 ha molteplici elementi di differenziazione rispetto al modello di Amazon – afferma Stefano Molino partner di Innogest – il primo si attiva per supermercati in cui l’utente già acquista solitamente, mentre il secondo domina il settore della logistica. A mio parere siamo di fronte a due modelli complementari in grado di convivere, in un mercato nazionale in crescita che rappresenta un’occasione troppo importante per non essere sfruttata». Il nuovo ossigeno finanziario servirà a ottimizzare il servizio, ampliare il team e rendere più snella l’esperienza lato utente. A guidare la nave sarà Federico Sargenti, nominato amministratore delegato in concomitanza con il nuovo round di finanziamento, strappato proprio ad Amazon e che Pandian ha scelto perché, a suo dire, “uomo del fare”. E da fare ne avrà un bel po’ d’ora in avanti.    

di Fabrizio Marino

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