Exit fintech in Europa, la top 10 dal 2013 a oggi con gli inglesi protagonisti nel 2021 - Economyup

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Exit fintech in Europa, la top 10 dal 2013 a oggi con gli inglesi protagonisti nel 2021



Nella prima metà del 2021 le exit fintech sono stata due volte più ricche del 2020 a livello globale e solo in Europa il valore ammonta a 22,6 miliardi di euro. Protagoniste le startup del Regno Unito. Ecco le 10 exit fintech più importanti dal 2013

02 Set 2021


Il 2021 si prospetta essere l’anno del fintech in Europa. La prima metà del 2021 è già stata due volte più redditizia del 2020 per le exit fintech a livello globale, e solo in Europa negli ultimi il valore delle exit ammonta a 22,6 miliardi di euro, circa il 20% del totale globale secondo i dati di PitchBook. Tra questi, 4,16 miliardi sono da attribuirsi ad acquisizioni, ed il resto a quotazione diretta, tra IPO e SPAC.

Si tratta di un record, e un risultato ancora più notevole se lo confrontiamo con i meno di 2 miliardi di dollari del 2020.

Exit fintech in Europa, la top 10 2013-2021

Per quanto il 2021 sia stato un anno record per il fintech in Europa, le exit dai grandi numeri non sono una novità.

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Tra il 2013 e il 2019, le fintech europee hanno totalizzato 83 miliardi di euro tra IPO e acquisizioni, secondo un rapporto di Dealroom. I primi due posti in top 10 vanno a operazioni del 2019, l’IPO di WorldPay e l’acquisizione di Refinitiv, che rimangono imbattuti dall’exploit di Wise di quest’anno.

Questa la classifica delle maggiori 10 exit dal 2013 ad oggi, secondo i dati di Sifted:

Exit fintech in Europa, la top 4 ad agosto 2021

Tra le 74 exit di fintech europee registrate nel primo semestre 2021, 4 spiccano sulle altre: la quotazione diretta in borsa di Wise da 8 miliardi di sterline, le acquisizioni pianificate da Visa di Tink per 1,8 miliardi di euro e Currencycloud per 700 milioni di sterline, e l’acquisizione di Contis da parte di Solarisbank.

Vediamo chi sono queste (non più) startup protagoniste del fintech 2021 in Europa.

1. Wise

Più conosciuta con il nome TransferWise, cambiato in Wise a inizio 2021, la startup britannica nasce nel 2011 a Londra. A fondarla, due amici, Kristo Kaarmann e Taavet Hinrikus, entrambi originari dell’Estonia. Taveet lavorava per Skype e veniva pagato in euro, ma viveva a Londra. Kristo lavorava per Deloitte e veniva pagato in sterline, ma aveva un mutuo in Estonia da pagare in euro. Cambiare il denaro attraverso le loro banche significava commissioni e tassi di scambio svantaggiosi.

Da qui l’idea per TransferWise, in origine pensato per costruire un modo migliore per inviare denaro tra paesi diversi. Idea che ha successo: nel 2016 la fintech ottiene lo status di unicorno, e nel 2020 raggiunge una valutazione di 5 miliardi di dollari.

La scelta di cambiare il nome accompagna l’ampliamento dei servizi della società:

“Oggi cambiamo il nostro nome da TransferWise a Wise” è l’annuncio di Kristo sul sito, “I nostri clienti hanno ora bisogno di noi per molto più che i soli trasferimenti di denaro. Inviare, spendere e ricevere denaro a livello internazionale è troppo costoso, scomodo e lento. Noi offriamo una soluzione per privati e business.”

Quotato a luglio 2021 con un IPO da 8 miliardi di sterline sulla borsa di Londra, Wise offre oltre al suo servizio originario di trasferimento denaro semplificato un conto multivaluta, una carta di debito e un profilo business.

2. Tink

Di Tink abbiamo già molto parlato. Nasce nel 2012 a Stoccolma, fondata da Daniel Kjellén e Fredrik Hedberg, con l’obiettivo di “costruire il futuro dei servizi finanziari”. Una delle maggiori piattaforme di open banking in Europa, offre una vasta gamma di dati finanziari da una rete integrata di oltre 3.400 banche in tutta Europa attraverso un’unica API.

Tra i suoi servizi, una gamma di strumenti finanziari digitali basati su cloud, utilizzabili singolarmente o integrabili tra loro, tra cui Account Aggregation, Data Enrichment, Payment Initiation e Personal Finance Management

Tink arriva in Italia nel 2019, con un headquarter a Milano e la nomina di country manager a Marie Johansson.

A gennaio 2020 fa molto parlare di sé, ottenendo un megaround da 90 milioni partecipato anche da Poste Italiane, poi esteso a dicembre per un totale di 175 milioni.

A giugno 2021, arriva la exit: è Visa ad acquistare Tink per 1,8 miliardi di euro. Tink mantiene tuttavia il suo marchio, il team di gestione e la sede a Stoccolma.

3. Currencycloud

Currencycloud viene fondata nel 2012 da Mike Laven, Nigel Verdon, Richard Arundel e Stephen Lemon. La sua piattaforma nasce per semplificare le transazioni di denaro, e permette agli sviluppatori di creare soluzioni di pagamento personalizzate integrate nei propri prodotti e servizi tramite API.

Da un piccolo ufficio in affitto a Londra, cresce e si espande con sedi a New York, Amsterdam, Singapore e Cardiff, con oltre 400 dipendenti.

Nel 2020 ottiene un round di serie E da 80 milioni di dollari, guidato da Visa, con la partecipazione di grandi nomi come Google Ventures e BNP Paribas. È a luglio 2021 che Visa completa l’acquisizione della fintech per 700 milioni di sterline.

Così come Tink, anche Currencycloud mantiene il suo team di management e la sua sede a Londra.

4. Contis

Anche Contis è una startup londinese. Fondata nel 2008 dall’imprenditore Peter Cox, ha sviluppato una piattaforma di Banking-as-a-service con l’ambizione di “migliorare la vita delle persone con la rivoluzione dei pagamenti digitali”.

La sua piattaforma cresce e si espande con una seconda sede a Skipton (UK), e poi in India e Lituania.

L’exit arriva nel luglio 2021: Solarisbank, startup berlinese sua concorrente, raccoglie € 190 milioni di euro in un round di serie D che porta la sua valutazione a 1,4 miliardi, e sull’onda dell’investimento ricevuto annuncia l’acquisizione di Contis.

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Laureata in lingue orientali, sono un'amante di Giappone e innovazione. Parte del gruppo Digital360 dal 2020, scrivo per le testate EconomyUp, InsuranceUp e Proptech360.