Deep Tech, il ritardo dell'Europa rispetto a USA e Cina: non dimentichiamolo nel Recovery Plan - Economyup

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Deep Tech, il ritardo dell’Europa rispetto a USA e Cina: non dimentichiamolo nel Recovery Plan



Una partenza ritardata, carenza di capitali per scalare, limitato supporto pubblico. Per queste ragioni l’Europa ha meno scaleup deep tech di Stati Uniti e Cina. Adesso cerca di rimediare con un fondo, quasi 1 miliardo, che attingerà anche alle risorse dedicate al post pandemia

di Alberto Onetti

13 Apr 2021


Photo by Umberto on Unsplash

Questa settimana parliamo di Deep Tech. “Se guardi a temi come l’artificial intelligence e quanto Stati Uniti e Cina stanno investendo, l’Europa è an order of magnitude behind”. Così commenta, senza mezze misure, Ingo Ramesohl, Managing Director of Robert Bosch Venture Capital, uno dei principali CVC europei.

Uno studio condotto dalla Commissione Europea (European Artificial Intelligence and Blockchain Investment Programme) mostra come gli Stati Uniti stiano ampiamente dominando la sfida dell’intelligenza artificiale (investimenti stimati nell’ordine di 19 miliardi di dollari), la Cina stia cercando di colmare il gap (gli investimenti in Asia sono valutati tra 8-10 miliardi), mentre l’Europa sia rimasta molto indietro (3-4 miliardi), nonostante abbia prodotto aziende interessanti come Graphcore e WaveOptics.

Deep Tech, il ritardo dell’Europa: tre motivi

Perché questo ritardo sul Deep Tech? Individuo tre motivi principali.

  1. Una partenza ritardata, soprattutto nei confronti degli Stati Uniti ove l’industria del venture capital ha oltre 40 anni.
  2. Una strutturale carenza di late-stage funding. Le aziende europee faticano a scalare e, quando lo fanno, sono lo fanno fuori dall’Europa. Se guardiamo all’ultimo round di Graphcore (Series E da $222 milioni) è stato trainato da investitori canadesi (Ontario Teachers’ Pensions) e americani (Fidelity International). E per i suoi piani di quotazione (si parla di 2022) c’è indecisione tra il London Stock Exchange e il Nasdaq.
  3. Un limitato supporto pubblico, soprattutto nei confronti della Cina. Se si guarda ai dati riportati sotto (fonte Mind the Bridge) si nota come Europa e Cina avessero volumi di investimenti in scaleup abbastanza simili una decina di anni fa. Dal 2014 il dragone cinese ha letteralmente preso il volo immettendo nel sistema volumi di capitale superiori di un ordine di grandezza. Le ragioni di questo sono i government guidance funds – con un focus specifico su artificial intelligence, cybersecurity, healthcare ed education – che hanno fatto da volano per la crescita dell’ecosistema.

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Deep Tech, gli effetti del ritardo europeo

Il risultato è sotto gli occhi di tutti:

  • L’Europa ha ad oggi poco più di 9000 scaleups (di cui 300 hanno raccolto oltre 100 milioni- scalers – e 15 oltre 1 miliardo – super scalers). Il capitale raccolto dalle scaleup è complessivamente di 196 miliardi di dollari (meno dell’1% del PIL). BTW oltre un terzo delle scaleups e il 40% degli investimenti sono nel Regno Unito, quindi ormai fuori dall’Unione Europea.
  • Gli Stati Uniti hanno quasi 27 mila scaleups (3x), 85 super scalers (6x), con un investimento complessivo di 866 miliardi di dollari (4.4x), che rappresenta il 4% del PIL USA.
  • La Cina, partita dopo l’Europa, ha oggi oltre 11 mila scaleups (20% in più) di cui 54 super scalers (4x). Il divario qui è in termini di volumi di capitale investito – 380 miliardi di dollari, l’1.4% del PIL – che è quasi il doppio di quello europeo.

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Il primo programma europeo di investimento su AI e blockchain

Non potendo tornare indietro nel tempo, bisogna spingere sul fronte dei capitali. E dove il mercato non arriva, ci deve pensare il pubblico.

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Qualcosa sta succedendo. Il progetto dell’European Innovation Council (per quanto stia procedendo a rilento) potrebbe dare una spinta sul fronte delle deep technology.

In particolare, va segnalato il nuovo AI/Blockchain Investment Fund lanciato dalla Commissione Europea con l’European Investment Fund (EIF) con una capacità di investimento di oltre 700 milioni di euro nella fase iniziale. E’ il primo programma di investimento europeo focalizzato su startup AI e blockchain.

Come funziona l’AI/Blockchain Invesment Fund? Quattro pilastri

  • Un fondo tematico di €100M.
  • Il fondo può fare leva sui fondi del Recovery Plan attraverso le National Promotional Banks (NPB) ed espandere la propria capacità di fuoco fino a €700M. Qui, per l’Italia è fondamentale che nella scrittura del piano venga inclusa questa opzione.
  • On top, il fondo potrà beneficiare di una co-investment facility della EIB di €150M.
  • Un programma di supporto (DT2 LaunchPad) – coordinato da bwcon, Mind the Bridge, France Digitale and Iceberg – per avvicinare le startup europee al programma e affinare gli strumenti operativi.

Indi quasi un miliardo da immettere nell’ecosistema europeo.

Se siete interessati a saperne di più potete partecipare alle virtual breakfasts con cui la Commissione Europea si sta confrontando con esperti dei vari paesi per poter affinare lo strumento e renderlo più efficace. Qui il calendario.

Coffee is on you. (l’Unione Europea ci mette – finalmente – i capitali).

 

Alberto Onetti

Chairman (di Mind the Bridge), Professore (di Entrepreneurship all’Università dell’Insubria) e imprenditore seriale (Funambol la mia ultima avventura). Geneticamente curioso e affascinato dalle cose complicate.