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BYD: come è nato, come si è evoluto, come fa innovazione il colosso cinese dell’auto elettrica



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Fondata nel 1995 da Wang Chuanfu, BYD è passata dalla produzione di batterie ai veicoli elettrici, superando Tesla nel 2023. Deve il suo successo alla strategia di integrazione verticale e diversificazione. L’espansione in Europa, l’Italia, le sfide future

Aggiornato il 8 apr 2026



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Esiste da oltre 20 anni, ma da pochi anni l’Europa, e in particolare l’Italia, si sono accorte veramente di lei, delle sue potenzialità ed eventualmente delle criticità che potrebbe comportare la sua penetrazione nel già affollato mercato europeo: stiamo parlando di BYD, acronimo di “Build Your Dreams”, grande azienda cinese dell’auto elettrica che continua a crescere in varie parti del mondo.

Nel 2025 BYD ha effettuato uno storico sorpasso a livello mondiale sulla rivale Tesla, vendendo 2,25 milioni di veicoli contro 1,64 milioni della casa automobilistica di Elon Musk.

E ad aprile 2026, proiettando l’andamento delle vendite trimestrali, si fa sempre più concreta l’ipotesi di un nuovo sorpasso, questa volta sul mercato europeo dei veicoli elettrici.

Il dato appare ancora più significativo se si considera che la casa cinese ha recentemente rivisto al rialzo del 15% le proprie stime sull’export, nonostante un calo delle vendite globali a marzo (-20,5%).

Ma come nasce e come si evolve questo antesignano dell’auto elettrica che fa a tutte le case automobilistiche che puntano sull’elettrico? Vediamolo nei dettagli.

Come nasce BYD: l’ascesa di un big cinese dell’auto elettrica

BYD, acronimo di “Build Your Dreams”, è stata fondata nel 1995 a Shenzhen, in Cina, da Wang Chuanfu. Inizialmente, l’azienda si concentrava sulla produzione di batterie ricaricabili per telefoni cellulari, sfruttando l’esperienza di Wang nel campo della chimica delle batterie. La svolta verso il settore automobilistico avvenne nel 2003, quando BYD acquisì la Qinchuan Automobile Company, entrando così nel mercato delle automobili. Tuttavia, la vera ascesa di BYD nel settore delle auto elettriche iniziò nel 2008 con il lancio della F3DM, la prima auto ibrida plug-in al mondo prodotta in serie. Questo momento segnò l’inizio di un percorso che avrebbe portato BYD a diventare uno dei principali produttori mondiali di veicoli elettrici.

La strategia di integrazione verticale di BDY: una produzione che copre tutto, dai veicoli alle batterie

Un fattore chiave del successo di BYD è stata la sua strategia di integrazione verticale: l’azienda produce internamente la maggior parte dei componenti dei suoi veicoli, incluse le batterie, riducendo così i costi e mantenendo un controllo completo sulla catena di fornitura. Questa approccio ha permesso a BYD di offrire veicoli elettrici a prezzi competitivi, contribuendo alla sua rapida espansione nel mercato. La decisione di BYD di abbandonare completamente la produzione di veicoli a combustione interna nel 2022 ha ulteriormente consolidato la sua posizione come leader nel settore dei veicoli elettrici, dimostrando un impegno totale verso la mobilità sostenibile. BYD non è solo un produttore di automobili, ma un conglomerato diversificato con interessi in settori quali l’elettronica, l’energia rinnovabile e il trasporto pubblico, tutti uniti dalla visione di un futuro più sostenibile.

Presente in 6 continenti, 70 paesi e 400 città dove si occupa di automazione, elettronica, energia rinnovabile e trasporto ferroviario, ad oggi BYD vanta 3,8 milioni di unità vendute ed è titolare di 26.000 brevetti.

Seek the Light of a Green and Great Future | BYD Group

Chi è il fondatore Wang Chuanfu

Wang Chuanfu, il fondatore di BYD, è un classico esempio di self-made man cinese. Nato nel 1966 nella provincia di Anhui, una delle più povere della Cina, Wang ha superato numerose avversità per diventare uno degli imprenditori più influenti del paese. Rimasto orfano in giovane età, fu cresciuto dai suoi fratelli maggiori. Nonostante le difficoltà economiche, Wang riuscì a distinguersi negli studi, specializzandosi in chimica delle batterie presso l’Università Centrale del Sud a Changsha. Dopo la laurea, lavorò brevemente presso un istituto di ricerca governativo prima di fondare BYD nel 1995, all’età di 29 anni, con un prestito di 300.000 yuan (circa 2,5 milioni di dollari attuali) da un parente.

La visione di Wang per BYD era ambiziosa fin dall’inizio: voleva creare un’azienda che potesse competere con i giganti giapponesi nella produzione di batterie. La sua intuizione fu quella di sostituire i costosi processi automatizzati utilizzati dai concorrenti giapponesi con una forza lavoro manuale altamente addestrata, riducendo così significativamente i costi di produzione. Questa strategia si rivelò vincente, permettendo a BYD di diventare rapidamente un fornitore chiave per grandi marchi di elettronica come Nokia e Motorola.

La decisione di Wang di espandere BYD nel settore automobilistico nel 2003 fu accolta inizialmente con scetticismo, ma si rivelò una mossa geniale. Wang comprese precocemente il potenziale dei veicoli elettrici e posizionò BYD in modo da sfruttare la sua esperienza nelle batterie per diventare un leader in questo settore emergente.

Wang ha sempre sottolineato l’importanza di investire in ricerca e sviluppo, guidando BYD verso lo sviluppo di tecnologie all’avanguardia come la batteria Blade. La sua visione va oltre il mero profitto aziendale: Wang vede BYD come uno strumento per affrontare le sfide ambientali globali, in linea con la missione aziendale di “raffreddare la Terra di 1°C”. Questa combinazione di acume imprenditoriale, visione a lungo termine e impegno per la sostenibilità ha reso Wang Chuanfu una figura di spicco non solo nel mondo degli affari cinese, ma anche nel panorama globale della tecnologia e della mobilità sostenibile.

La diversificazione del business: cosa fabbrica BYD? Non solo auto elettriche

BYD, nata come produttore di batterie, ha saputo diversificare il proprio business in modo significativo, trasformandosi in un conglomerato tecnologico multisettoriale. Sebbene sia principalmente nota per i suoi veicoli elettrici, l’azienda opera in numerosi altri settori.

Nel campo dell’elettronica, BYD è un importante produttore di componenti per dispositivi mobili e tablet. Secondo fonti interne all’azienda, BYD fornisce circa il 50% dei componenti per gli iPad di Apple, dimostrando la sua rilevanza nel settore dell’elettronica di consumo.

L’azienda produce anche batterie per una vasta gamma di applicazioni, dalle batterie per smartphone a quelle per lo stoccaggio di energia su larga scala.

Nel settore dei trasporti, oltre alle auto elettriche, BYD produce autobus elettrici, camion, monorail e persino navi elettriche. L’azienda ha fornito autobus elettrici a numerose città in tutto il mondo, contribuendo alla transizione verso il trasporto pubblico a zero emissioni.

Nel campo dell’energia rinnovabile, BYD è attiva nella produzione di pannelli solari e sistemi di accumulo energetico. L’azienda ha sviluppato soluzioni integrate che combinano pannelli solari, batterie e sistemi di gestione dell’energia per applicazioni residenziali e commerciali.

Un altro settore in cui BYD si è espansa è quello dei semiconduttori. Nel 2020, l’azienda ha creato una divisione dedicata alla produzione di chip, mirando a ridurre la dipendenza da fornitori esterni e a sviluppare tecnologie proprietarie per i suoi veicoli elettrici.

Durante la pandemia di COVID-19, BYD ha dimostrato la sua flessibilità produttiva convertendo rapidamente alcune delle sue linee di produzione per fabbricare mascherine e altri dispositivi di protezione individuale. In soli 24 giorni, l’azienda è diventata il più grande produttore mondiale di mascherine, con una capacità di 100 milioni di pezzi al giorno.

Questa diversificazione non solo ha permesso a BYD di ridurre i rischi associati alla dipendenza da un singolo settore, ma ha anche creato sinergie significative tra le diverse divisioni. Ad esempio, l’esperienza nella produzione di batterie ha dato a BYD un vantaggio competitivo nello sviluppo di veicoli elettrici, mentre la sua presenza nel settore dei semiconduttori potrebbe aiutare l’azienda a superare le sfide legate alla carenza globale di chip. La strategia di diversificazione di BYD riflette la visione a lungo termine dell’azienda di creare un ecosistema integrato di prodotti e servizi legati all’energia pulita e alla mobilità sostenibile.

BYD in Europa: strategie di espansione e sfide future

L’espansione di BYD in Europa rappresenta una tappa cruciale nella strategia di internazionalizzazione dell’azienda cinese. Dopo aver consolidato la sua posizione di leader nel mercato cinese, BYD ha iniziato a guardare con crescente interesse al mercato europeo, noto per la sua sensibilità alle tematiche ambientali e per la rapida adozione di veicoli elettrici. L’azienda ha fatto il suo debutto ufficiale nel mercato europeo delle auto elettriche al Salone dell’Automobile di Parigi nell’ottobre 2022, presentando tre modelli: l’ATTO 3, un SUV compatto; la berlina HAN; e il SUV di grandi dimensioni TANG. Questa lineup iniziale è stata scelta per coprire diversi segmenti di mercato e dimostrare la capacità di BYD di competere con i marchi europei consolidati in termini di qualità, tecnologia e design.

Un aspetto chiave della strategia di BYD in Europa è la collaborazione con partner locali per la distribuzione e i servizi post-vendita. L’azienda ha stretto accordi con importanti gruppi di concessionari in vari paesi europei, sfruttando la loro conoscenza del mercato locale e le reti di vendita esistenti. Ad esempio, in Germania, BYD ha collaborato con il gruppo Hedin Mobility, mentre in Olanda ha stretto una partnership con Louwman Group. Questa approccio permette a BYD di espandersi rapidamente senza dover investire ingenti risorse nella creazione di una rete di concessionarie proprie.

BYD sta anche investendo nella creazione di una presenza fisica in Europa. L’azienda ha annunciato piani per la costruzione di un impianto di produzione in Ungheria, che sarà il suo primo stabilimento di assemblaggio di veicoli elettrici in Europa. Questa mossa non solo aiuterà BYD a evitare potenziali tariffe sulle importazioni, ma dimostrerà anche l’impegno dell’azienda verso il mercato europeo e la creazione di posti di lavoro locali.

Tuttavia, l’espansione di BYD in Europa non è priva di sfide. L’azienda deve affrontare una concorrenza agguerrita da parte di marchi europei consolidati come Volkswagen, BMW e Mercedes-Benz, che stanno investendo pesantemente nella transizione verso l’elettrico. Inoltre, BYD deve superare lo scetticismo dei consumatori europei verso i marchi automobilistici cinesi, spesso percepiti come di qualità inferiore. Per affrontare queste sfide, BYD sta puntando su una strategia di posizionamento che enfatizza l’alta qualità dei suoi prodotti, l’innovazione tecnologica (come la batteria Blade) e prezzi competitivi. L’azienda sta anche investendo in marketing e sponsorizzazioni per aumentare la visibilità del marchio in Europa. Un esempio significativo è la partnership con l’UEFA per gli Europei di calcio del 2024, che ha dato a BYD una piattaforma di visibilità senza precedenti nel continente.

Guardando al futuro, il successo di BYD in Europa dipenderà dalla sua capacità di adattarsi alle preferenze dei consumatori europei, di costruire una solida rete di assistenza post-vendita e di continuare a innovare in termini di tecnologia e design. L’azienda dovrà anche navigare le complesse normative europee in materia di sicurezza e ambiente e potenzialmente affrontare sfide geopolitiche legate alle tensioni tra Cina e Occidente.

BYD in Italia

In Italia BYD è presente dall’inizio del 2023 con una gamma composta dai suv Atto 3 e Tang e dalle berline Han e Seal, a cui successivamente si è aggiunta la compatta Dolphin. Durante l’IAA Mobility 2023 di Monaco, inoltre, la Casa ha presentato il suv Seal U, che verrà commercializzato in Europa nel corso del 2024. La caratteristica peculiare dei modelli BYD è la cosiddetta Blade Battery, caratterizzata da un’inedita disposizione delle celle all’interno del pacco batteria. Tali elementi – a forma di lama – sono posizionati direttamente nel case dell’accumulatore, senza l’utilizzo di moduli intermedi, e hanno quindi funzione strutturale. A livello pratico l’innovativa struttura brevettata da BYD permette una maggiore densità energetica e vantaggi sul piano della sicurezza, tanto che secondo il costruttore la Blade Battery non può prendere fuoco in caso di incidente.

Il motore elettrico di una vettura BYD da 150 kW (204 Cv) permette di accelerare da 0 a 100 all’ora in 7” mentre la velocità massima è di 160 km/h. La Byd è interessante per la presenza di batterie definite “a lama” e al litio-ferro-fosfato.

Un ex Fiat alla guida dell’Italia

A settembre 2024 BYD ha assunto un top manager italiano, Alfredo Altavilla. Ex alto dirigente di FCA e braccio destro di Sergio Marchionne, Altavilla è stato nominato Special Advisor per l’Europa. “L’ingresso di Alfredo Altavilla nel team europeo – ha dichiarato Stella Li, Executive Vice President di BYD – è un passo fondamentale nella nostra strategia di rafforzamento e consolidamento della presenza di BYD in questo importante mercato. Alfredo porta con sé una vasta esperienza nel settore automobilistico e una visione strategica che sarà preziosa nei nostri sforzi per posizionare BYD come leader nella mobilità sostenibile in Europa’’.

COO di FCA per la regione EMEA, Presidente e Amministratore Delegato di Iveco, FPT e Tofas, come Global Head of Business Development del Gruppo Fiat Altavilla ha guidato la fusione tra Fiat e Chrysler e, altre operazioni simili, come l’alleanza Fiat/GM, lo spin off e l’IPO di Fiat Industrial.

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Alfredo Altavilla

BYD: una fabbrica in Italia?

BYD sarebbe stata contattata dal Governo italiano per aprire una fabbrica per la produzione di auto nel nostro Paese. Lo ha sostenuto Michael Shu, amministratore delegato di BYD Europe, in un’intervista a Bloomberg al Salone di Ginevra 2024.

Al momento però si tratterebbe solo di un pourparler. Come sappiamo, BYD ha scelto l’Ungheria per realizzare una fabbrica in cui produrre le sue auto. E ha sempre detto che un eventuale secondo impianto europeo dipenderà dal mercato.

Sostenibilità e visione green: l’impegno per l’ambiente

BYD pone la sostenibilità al centro della sua identità aziendale, promuovendo una significativa lotta al cambiamento climatico. Come detto sopra, nel 2022 ha cessato la produzione di veicoli a combustione interna, primo tra i grandi produttori automobilistici, per spingere verso la mobilità elettrica. L’azienda investe in tecnologie per energia rinnovabile, come pannelli solari e stoccaggio energetico, riducendo la dipendenza dai combustibili fossili. BYD si impegna nel riciclo delle batterie e nell’uso di batterie “second life”. Nei suoi stabilimenti, riduce l’uso di risorse e utilizza energia rinnovabile. Partecipa a iniziative ambientali e affronta sfide come l’approvvigionamento sostenibile di materiali attraverso l’innovazione tecnologica.

Il premio 2024

A dicembre 2024 ha conquistato il premio ‘COMPANYBEST 2025’ assegnato da AUTOBEST, uno dei più prestigiosi riconoscimenti dell’industria automobilistica europea. Negli stessi giorni ha presentato a Milano il suo ultimo modello, SEALION 7, definito “il SUV ideale per i clienti europei”. È la settima auto 100% elettrica lanciata da BYD in Europa e il quarto modello della Serie Ocean, dopo la DOLPHIN, la SEAL e la SEAL U.

2025: il sorpasso mondiale su Tesla

Nel 2025 BYD ha consolidato la sua scala globale, chiudendo l’anno con 4,6 milioni di veicoli venduti, in crescita del 7,73%, pur dopo aver tagliato in corsa il target a causa del rallentamento del mercato domestico cinese.
Nello stesso anno ha accelerato soprattutto fuori dalla Cina: le vendite europee nei primi nove mesi del 2025 sono più che triplicate, arrivando a 80.807 unità.
Il 2025 è stato anche l’anno in cui il gruppo ha rafforzato la sua narrativa industriale globale, dopo il traguardo dei 10 milioni di NEV prodotti raggiunto a fine 2024 e con una presenza internazionale sempre più ampia.

2026: concorrenza in patria, espansione in Europa

Entrando nel 2026, però, BYD ha mostrato due facce: pressione in patria e spinta all’estero. A gennaio le vendite sono scese del 28,5%, segnale di una concorrenza cinese sempre più feroce. A marzo il calo globale mensile è stato del 20,5%, il settimo consecutivo, e il primo trimestre ha chiuso a -30% anno su anno.
Nonostante questo, la società ha alzato l’ambizione sull’export: prima un target 2026 di 1,3 milioni di veicoli all’estero, poi la convinzione di poter arrivare a 1,5 milioni o anche oltre.
È in Europa che si vede meglio la traiettoria: nei primi due mesi del 2026 BYD ha registrato 29.291 auto nell’Ue, +179,2% su base annua, mentre a marzo in Germania le immatricolazioni sono balzate del 327,1%.
Per questo il 2025-2026 di BYD racconta una transizione precisa: meno dipendenza dalla sola Cina, più offensiva internazionale, e una candidatura sempre più credibile al sorpasso simbolico su Tesla anche in Europa.

(Articolo aggiornato al 08/04/2026)

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