Così in Francia si fa open innovation coinvolgendo il venture capital

Oltralpe accade sempre più spesso che grandi gruppi industriali entrino all'interno di fondi di VC in veste di limited partner, ovvero di investitori: è un modo per avvicinarsi al mondo delle startup in modo strutturale rivolgendosi a "intermediari" che conoscono da vicino l'ecosistema dell'innovazione

Startupbusiness

di Emil Abirascid

Avvicinare il mondo delle grandi imprese, e anche di quelle piccole e medie, a quello delle startup è operazione non semplicissima perché questi due mondi parlano ancora due lingue diverse. L’approccio alla cultura dell’imprenditoria da parte di coloro che fanno imprese innovative oggi è infatti per molti versi del tutto nuovo rispetto a quello degli imprenditori delle generazioni precedenti e dei manager dei grandi gruppi industriali.

Non si può però rinunciare a che questo avvicinamento si compia perché solo così si possono generare opportunità e creazione di valore sia per chi è alla ricerca di innovazione sia per chi fa innovazione ed è alla ricerca di risorse.

Le strade sono molteplici. Open innovation e corporate venture capital, per esempio. Ma una via più recente e intelligente nel modo in cui si sta sviluppando la relazione tra corporation e startup è in via di affermazione e coinvolge i fondi di venture capital. In Italia è un fenomeno ancora poco visibile, ma qualche segnale c’è, in altri Paesi in Europa è invece già in fase di affermazione ed espansione come per esempio avviene in Francia

Ciò che accade è l’ingresso di grandi gruppi industriali in veste di limited partner, quindi di investitori, in fondi di venture capital. Il fenomeno è interessante perché dimostra come le grandi imprese vogliano approcciare il mondo delle startup in modo strutturale affidandosi a chi conosce bene questo mondo e può agire come sorta di ‘intermediario culturale’ tra i due mondi, i vc appunto.

Continua a leggere l'articolo su Startupbusiness