Startup e Pmi innovative: decollano le norme in sospeso su sgravi e prestiti

Proroga degli incentivi fiscali per startup e accesso al Fondo di garanzia per piccole e medie imprese: i due decreti, attesi da tempo, sono stati firmati dal ministro Guidi. Dopo la possibilità di creare una società senza notaio, sono ulteriori step nella policy per l'ecosistema

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di Luciana Maci

Il ministro dello Sviluppo economico Federica GuidiIl ministro dello Sviluppo economico Federica GuidiTassello dopo tassello, si sta delineando il mosaico. Stanno cioè arrivando a compimento alcuni dei provvedimenti attesi dall’ecosistema in materia di startup e piccole e medie imprese (pmi) innovative.

Dopo l’introduzione a febbraio della possibilità di evitare il ricorso al notaio per la costituzione di una startup, il ministro dello Sviluppo economico Federica Guidi ha firmato ieri 2 marzo due decreti. Il primo, controfirmato dal ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, estende al 2016 gli incentivi fiscali per chi investe in startup mentre il secondo facilita l’accesso al Fondo di garanzia per le pmi innovative.

L’approvazione delle misure era stata anticipata lo scorso dicembre a Roma durante la presentazione dell'Italian StartupAct da parte di Stefano Firpo, già capo della segreteria tecnica del Mise e poi direttore per la politica industriale, la competitività e le Pmi del ministero. In quell'occasione lo stesso Firpo spiegò  che molto era stato fatto per agevolare la nascita e crescita dell'ecosistema ma molto ancora restava da fare. 

Startup, quel che è stato fatto nel 2015 (e quel che si attende per il 2016) 

Un primo step è stato raggiunto quando, a febbraio, il ministro Guidi ha firmato il decreto che introduce la possibilità di costituire una startup innovativa mediante un modello standard tipizzato con firma digitale, ferma restando la possibilità di costituire la società per atto pubblico. A questo punto si attende solo l’approvazione della modulistica e poi la norma sarà operativa.

Startup, a breve si potrà aprire la società senza il notaio

Ora si aggiungono i due nuovi decreti.

Proroga degli incentivi - Il decreto sugli incentivi stabilisce, tra le altre cose, per le persone fisiche che investono in startup innovative detrazioni del 19% per conferimenti fino a 500mila euro. Qualora la detrazione sia di ammontare superiore all’imposta lorda, l’eccedenza può essere portata in detrazione dall’imposta sul reddito delle persone fisiche dovuta nei periodi di imposta successivi, ma non oltre il terzo, fino a concorrenza del suo ammontare. I soggetti passivi dell’imposta sul reddito delle società possono dedurre dal proprio reddito complessivo un importo pari al 20% dei conferimenti rilevanti effettuati, per un importo non superiore a 1,8 milioni. Le percentuali salgono rispettivamente al 25% se si investe in una start up a vocazione sociale e al 27% nel caso di aziende che sviluppano e commercializzano esclusivamente prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico in ambito energetico. Le agevolazioni spettano fino a un ammontare complessivo dei conferimenti non superiore a 15 milioni per ciascuna start up innovativa.

Fondo di garanzia - L’altra misura prevede un sostanziale ampliamento in favore delle pmi innovative della possibilità di accedere al Fondo di garanzia attraverso la procedura cosiddetta semplificata. Questa procedura riconosce la possibilità di accesso senza che il gestore del Fondo stesso effettui la valutazione del merito creditizio dell’impresa beneficiaria (valutazione che viene dunque demandata al soggetto richiedente, banca o confidi).  

Qui una descrizione di cos’è il Fondo di garanzia

La possibilità anche per le pmi innovative di accedere al Fondo di Garanzia è stata prevista  dalla legge InvestmentCompact, approvata il 24 marzo 2015, che ha introdotto appunto la nuova categorie di imprese chiamata pmi innovative e ha esteso a questa categoria alcuni vantaggi fino a quel momento riservati alle startup innovative.