Faceit, 15 milioni di dollari alla startup italiana dei giochi online

Basata a Londra, la società di Niccolò Maisto, Michele Attisani e Alessandro Avallone è stata finanziata da United Ventures, Anthos Capital e Index Ventures. Userà la somma per ampliare il team e continuare a sviluppare la piattaforma di online gaming che consente di partecipare a tornei in modalità multiplayer

Venture capital

Una startup italiana basata a Londra, Faceit (giochi online), ha ottenuto un round di finanziamento da 15 milioni di dollari da alcuni investitori tra i quali l’italiana United Ventures. La somma sarà utilizzata per ampliare il team e continuare a sviluppare la tecnologia e la piattaforma.

Fondata nel 2012 e guidata dal Ceo Niccolò Maisto, dal Coo Michele Attisani e da Alessandro Avallone, Chief Gaming Officer, Faceit è una piattaforma di online gaming sulla quale è possibile giocare competizioni in modalità multiplayer. In pratica consente ai giocatori di cimentarsi in tornei e campionati per guadagnare premi reali e virtuali attraverso una gestione automatizzata del torneo e una tecnologia matchmaking. Gli sviluppatori possono avere accesso a un kit di sviluppo software (Sdk) che consente loro di integrare tornei e matchmaking user-friendly nei loro titoli, per consentire ai giocatori di prendere parte ai giochi competitivi online a tutti i livelli di abilità.

Oltre a United Ventures, co-fondata da Massimiliano Magrini, la società è stata finanziata da Anthos Capital e Index Ventures.

Attualmente Faceit è utilizzata da centinaia di organizzatori di tornei e da oltre 3,5 milioni di utenti che scaricano una media di 3 sessioni di gioco al giorno.

L’anno scorso la startup ha siglato collaborazioni con vari partner, tra cui Twitch, Valve, Time Warner’s Turner Broadcasting e con il colosso di Hollywood Wme|Img. Nei prossimi mesi annuncerà nuovi integrazioni ai giochi, nuove partnerships e nuovi prodotti. Questo mese ha aperto un ufficio a Los Angeles: la presenza in Nord Amercia dovrebbe contribuire a rafforzare i rapporti con gli sviluppatori, gli editori e altri partner che risiedono negli Stati Uniti. (L.M.)