L'italiana Orange Fiber conquista il Premio Onu

Fondata da due siciliane e impegnata nella trasformazione di scarti di agrumi in tessuti, ha vinto il premio popolare e della giuria di Ideas4Change Award, primo contest per startup delle Nazioni Unite. Al secondo posto un'altra connazionale, JellyFish Barge, progetto di serra galleggiante. Hanno trionfato su 150 imprese da 24 Paesi del mondo

Made in Italy nel mondo

di Luciana Maci

Da destra, in prima fila, Enrica Arena di Orange Fiber, Teresa (Commissione Economica per l'Europa dell'Onu), Camilla Pandolfi di JellyFish Barge. Sempre da destra, dietro, Mattia Corbetta (Mise) e Stefano Mancuso (JellyFish Barge)Da destra, in prima fila, Enrica Arena di Orange Fiber, Teresa (Commissione Economica per l'Europa dell'Onu), Camilla Pandolfi di JellyFish Barge. Sempre da destra, dietro, Mattia Corbetta (Mise) e Stefano Mancuso (JellyFish Barge)Per l'Onu la startup "numero uno" è l'italiana Orange Fiber, seguita da un’altra giovane impresa tricolore, Jellifish Barge-Pnat.

Orange Fiber, che si occupa della trasformazione degli scarti di agrumi (principalmente arance e limoni) in tessuti da utilizzare per realizzare indumenti, ha vinto il premio popolare e il premio della giuria di Ideas4Change Award,  la prima competizione per startup mai organizzata dall’Unece (United Nations Economic Commission for Europe) e dedicata alle nuove imprese sostenibili ed ecologiche. Conquistandosi entrambi i riconoscimenti, Orange Fiber è risultata prima in assoluto nella competezione che la vedeva confrontarsi con altri cinque finalisti, a loro volta selezionati tra 150 neo imprese provenienti da 24 Paesi del mondo.

La cerimonia di premiazione che si è svolta ieri sera a Ginevra ha rappresentato il trionfo delle due giovani imprenditrici siciliane, Adriana Santanocito, 36 anni, e Enrica Arena, 28 anni, e del loro Made in Italy pronto ad essere esportato nel mondo.

In questi anni Orange Fiber ha ricevuto numerosi riconoscimenti, da WCap Catania ad Alimenta2Talent, dal Premio Gaetano Marzotto, fino al New York Stock Exchange. Ora è arrivato anche il Premio del’Onu, pensato per promuovere startup che sviluppano prodotti o nuove soluzioni per lo sviluppo sostenibile e l’economia verde, e che, pur non essendo un premio in danaro, garantisce alla startup italiana grande visibilità e prestigio.

Ma l’Italia non si è fermata qui e, con JellyFish Barge, ha conquistato anche il secondo posto su sei startup finaliste. La startup ha vinto un programma di mentoring offerto dall'incubatore I3P di Torino. Terza classificata la spagnola AEInnova (energie rinnovabili), che ha vinto un programma di mentoring dall'incubatore SetsSquare. Le altre finaliste erano l’israeliana Breezometer (utilizzo di big data per verificare la qualità dell’aria), l’armena Improved Photovoltaic System, che combina energia fotovoltaica e termale, e la moldava Mega (giochi per l’educazione ambientale).

JellyFish Barge è un innovativo progetto di serra galleggiante sviluppato da Pnat, start up spin-off dell'Università di Firenze che si occupa della progettazione e sviluppo del prototipo. Sfruttando distillazione solare e coltivazione idroponica (tecnica di coltivazione fuori dal suolo), la serra riesce a produrre vegetali senza la necessità di terra e risparmiando il 70% dell'acqua normalmente utilizzata. Grazie a pannelli solari è anche completamente indipendente dal punto di vista energetico. Un gioielloo di ingegneria basato su tecnologie in realtà semplici e realizzato con materiali a basso costo e riciclati.

Il progetto multidisciplinare Jellyfish Barge è coordinato dal professor Stefano Mancuso, direttore del Laboratorio Internazionale di Neurobiologia Vegetale e fondatore di Pnat. La serra galleggiante è stata installata ai Navicelli di Pisa l’anno scorso ed è attualmente in fase di test. Il contributo iniziale è stato della Fondazione Carifi e della Regione Toscana.

Pubblicando la foto su Facebook con i vincitori, Mattia Corbetta, intervenuto alla premiazione a Ginevra in qualità di membro della Segreteria tecnica del Ministero dello Sviluppo Economico, ha scritto: “Gongolo pensando che si tratta di due startup innovative ai sensi della policy nazionale Mise. 5 italiani - 2 imprenditrici, un professore universitario, una funzionaria internazionale Expat e un funzionario pubblico - che provano a intendere il loro mestiere in un modo nuovo”.

Sia Orange Fiber sia JellyFish sono startup innovative ai sensi della policy nazionale portata avanti in questi anni dal ministero dello Sviluppo economico e hanno fatto ampio ricorso ai molti strumenti previsti dalla policy tra cui il Fondo di Garanzia e il Premio Smart & Start.