Come lasciare il college e creare un'app da 14 milioni di dollari

Il 23enne statunitense Ben Kaplan ha dato vita a Wigo, un'applicazione utilizzabile dagli studenti per individuare feste e incontri in un campus. Il segreto è il network: per sbloccarla occorre che sia scaricata da molti. La startup ha già 100 mila utenti e 1,4 milioni di $ di finanziamenti. E sta ancora ragionando sul modello di business

Giovani prodigio

di Luciana Maci

Il team di Wigo. Da sinistra a destra: Tyler Swartz, Giuliano Giacaglia (CTO/cofounder), Ben Kaplan (CEO/cofounder) e Claire UharIl team di Wigo. Da sinistra a destra: Tyler Swartz, Giuliano Giacaglia (CTO/cofounder), Ben Kaplan (CEO/cofounder) e Claire UharHa poco più di 20 anni, non ha finito il college ma in 13 mesi ha messo in piedi una startup che vale 14 milioni di dollari. Accade negli Usa, naturalmente. Da settembre un’app chiamata Wigo è “the hottest thing” nei campus universitari sparsi per l’America. L’ha ideata il 23enne Ben Kaplan, che non è riuscito a terminare gli studi ma sembra proprio aver avuto una grande idea.

Wigo aiuta gli student universitari a scoprire dove i loro amici si stanno recando per partecipare a una festa, o per incontrarsi per studiare o per fare qualsiasi altra cosa. Ciò che sta suscitando autentico entusiasmo tra  i giovani studiosi è che questa applicazione non si può semplicemente scaricare e usare. Per farla funzionae occorre che centinaia di migliaia di colleghi universitari si iscrivano alla lista d’attesa. Solo allora Wigo diventerà accessibile e potrà essere usata come app della scuola. In pratica Wigo ha i suoi “ambasciatori scolastici”, ovvero gli studenti che devono convincere altri studenti a segnarsi per avere l’app fin quando quell’Università non riuscirà a raggiungere il numero magico, di solito circa il 5% della popolazione studentesca del college in oggetto. Il fattore suspence si rivela, in questo caso, determinante.

L’idea è venuta a Kaplan due anni fa, quando era una matricola in una piccola scuola fuori Boston. Notò che suoi amici spendevano un sacco di tempo per pianificare le feste e che si verificava un frenetico scambio di messaggi per riuscire a organizzarsi. Così decise di lanciare l’app Who Is Going Out (Wigo) per la scuola. Unico problema: non era un programmatore, così dovette “affittarne” uno. Dopo averla lanciata nella sua scuola, in tre settimane metà delle persone la stava usando. I giornali locali ne scrissero e la voce arrivò alle orecchie di Paul English di Kayak, piattaforma di prenotazioni turistiche, che aveva appena lanciato un nuovo programma di accelerazione.

“Dovevo prendere una decisione: o inserire questa cosa come una divertente esperienza nel mio curriculum vitae oppure passare a un livello superiore” racconta oggi il giovane. Scelse di abbandonare la scuola ed entrare nel programma di accelerazione. English presentò a Kaplan un altro ragazzo prodigio, Giuliano Giacaglia, laureato al MIT di Boston a soli 21 anni con un master degree in intelligenza artificiale, che è diventato il co-founder di Wigo.

La scelta di Kaplan, almeno per ora, si è rivelata vincente. Disponibile da settembre, l’app è stata scaricata e richiesta da oltre 1200 campus universitari ed è attualmente usata in 73 scuole, con oltre 100mila utenti attivi. “Ci piace pensarla come la Linkedin degli studenti universitari: ci vuole l’effetto network” spiega Kaplan a Business Insider. Nel frattempo la squadra ha concluso il suo primo round di venture funding portando a casa 1,4 milioni di dollari ed è valutata 14 milioni di dollari.

Un altro suo punto di forza è il parterre di sostenitori e consiglieri, tra cui il già citato Paul English, Kevin Colleran, il primo che si è occupato delle vendite in Facebook,  i co-founder di Tinder, Sean Rad e Justin Mateen, e molti altri.

E tutto questo sta succedendo nonostante l’app non generi ancora ricavi e la startup debba individuare il proprio business model. La squadra intende naturalmente lavorare su questo punto, forse dando alla possibilità agli esercenti locali di pubblicizzare sconti e altri servizi a beneficio degli studenti che intendono organizzare feste presso di loro. (L.M.)