Open innovation, Edison: «Le invenzioni delle startup entrano nella nostra offerta»

Claudio Serracane, direttore Research Development & Innovation della società dell'energia, spiega come l'azienda innova anche acquisendo prodotti dall'esterno e poi assemblandoli sotto forma di "soluzioni". Grazie a Edison Pulse è iniziata una collaborazione più stretta con due neoimprese: Traipler e MySnowMaps

L'intervista

di Maurizio Di Lucchio

Claudio Serracane, direttore Research Development & Innovation EdisonClaudio Serracane, direttore Research Development & Innovation EdisonPrendere idee e prodotti dall'esterno, anche da startup, e assemblarli all'interno dell'azienda in "soluzioni". E se invece i progetti innovativi arrivano dall'interno, dai dipendenti, ecco allora che dal 2015 un Innovation Lab consente alle iniziative più promettenti di viaggiare «come startup» raccogliendo finanziamenti dai manager della compagnia saltando una serie di procedure burocratiche che rischierebbero di rallentarne la crescita. È questa, in pillole, la ricetta di Edison per fare open innovation. A spiegarla a EconomyUp è Claudio Serracane, direttore Research Development & Innovation dell'azienda che fornisce energia elettrica e gas.

Com’è organizzata l’innovazione e ricerca in Edison?
L’innovazione ha un campo di applicazione estremamente vario, soprattutto per un’azienda come la nostra che opera in un contesto che cambia a una velocità incredibile, a cui le utility non erano molto abituate in passato. Noi ci siamo dotati di una politica per l’innovazione improntata a principi guida che tutto il management è chiamato a seguire.

C’è una divisione unica che si occupa dell’innovazione?
No, non ce n’è solo una. Non c’è un chief innovation officer, per esempio. Ma c’è naturalmente un’area di ricerca & sviluppo che è la Direzione Research, Development and Innovation, da me diretta, che ha come compito centrale quello di ricercare soluzioni innovative. Ma anche altri dipartimenti, da quello di Information Technology a quelli che si occupano di marketing e di commerciale, visto che il ruolo del cliente diventa sempre più centrale, sono fortemente coinvolti nei processi di innovazione.

Quante persone lavorano per la Direzione Research, Development and Innovation e di cosa si occupa?
Le persone sono in tutto una trentina. La direzione esiste da circa 25 anni, anni in cui si è assistito a una rivoluzione nel mondo delle utility. Siamo partiti con progetti e attività più legate alle tecnologie di produzione. Negli ultimi tempi invece abbiamo creato un mix più bilanciato anche verso la parte dei servizi, del mercato. Abbiamo aggiunto aspetti un po’ più soft. 

Edison ha lanciato nel 2015 l’Innovation Lab. Di cosa si tratta?
È una sorta di incubatore interno per i progetti di innovazione ideati dai dipendenti di Edison Abbiamo messo a punto un processo per cui si può bypassare una serie di filtri predisposti per valutare le iniziative. I team che propongono idee innovative si comportano come startup, devono trovare finanziamenti tra i manager e possono partire immediatamente alla luce delle regole del fail fast, fail smart. Al momento ci sono 3-4 progetti in fase di discussione. Ed è più o meno questo il numero di progetti che ci aspettiamo di incoraggiare ogni anno.

Questa è un’iniziativa di innovazione interna. Ma Edison come fa open innovation?
Non si può coprire un campo così vasto come l’innovazione affidandosi solo alle risorse interne. Ecco perché contiamo anche su un network esterno. Andiamo a trovare anche al di fuori del perimetro aziendale le competenze che ci servono. Per esempio, nel mondo dell’università. Abbiamo collaborazioni strutturate con vari atenei, come i politecnici di Milano e Torino e l’Università di Pisa in Italia, mentre all’estero lavoriamo con Stanford, Imperial College e altri.

Qual è la filosofia che guida il modello di open innovation di Edison?
È il trasformare prodotti in soluzioni. Cerchiamo soggetti che sviluppino invenzioni che si prestino a diventare delle soluzioni innovative targate Edison. Per esempio, volevamo offrire un sistema per misurare il consumo domestico di elettricità. Sul mercato c’erano vari prodotti che potevano contribuire a creare il sistema che avevamo in mente. Abbiamo acquistato i “pezzi” che ci servivano e li abbiamo messi insieme per realizzare Energy Control, la soluzione che permette a tutti di controllare, su vari device, il proprio consumo e i costi senza l’intervento dell’elettricista. È un sistema che ci distingue da altre compagnie e l’abbiamo realizzato in ottica “open”.

Che rapporti ha Edison con le startup?
Io ho una personale simpatia per le startup e sono ben contento di lavorare con loro anche se non è una cosa banale inserire in una realtà concreta di business la proposta di una giovane impresa innovativa. La relazione con le startup è su vari fronti. Per esempio, Edison ha lanciato il contest Edison Pulse proprio per dare supporto alle startup proprio con la speranza che si sviluppino e diventino delle imprese con i fiocchi. Ma oltre al supporto attraverso Edison Pulse, con alcune startup che hanno partecipato al contest abbiamo attivato delle collaborazioni vere e proprie. Una, per esempio, Traipler, che vinse la menzione speciale Smart Communities nel 2014, è diventata una nostra fornitrice. Si tratta di una giovane società che realizza video di taglio documentaristico servendosi di videomaker presenti su tutto il territorio nazionale. Per valorizzare alcuni progetti speciali di Edison ci siamo affidati a loro. E ancora, con un’altra, MySnowMaps, che elabora previsioni per chi scia e fa escursionismo sulla neve, stiamo cercando di capire se i loro modelli e le loro informazioni possono esserci utili per fare previsioni sui bacini idroelettrici.

Il rapporto con le startup prevede anche acquisizioni o investimenti in capitale?
Noi prediligiamo l’approccio industriale, ma va ricordato che il gruppo Edf, di cui Edison fa parte, ha un fondo di investimento che ha partecipazioni in startup attive nel mondo dell’energia.

Per approfondire il tema dell'open innovation, conoscerla e soprattutto capire come guidarla e trarne vantaggio, si può far riferimento all'iniziativa del Gruppo Digital360: una piattaforma che a 360° tocca tutti i temi dell’innovazione aperta.