Amiko, il wearable che ricorda quando prendere i farmaci

La startup italiana finanziata da Breed Reply, l'incubatore di progetti Internet of Things, ha sviluppato un dispositivo indossabile per pazienti affetti da malattie croniche che traccia l'utilizzo dei medicinali e trasferisce i dati a una piattaforma che permette di verificarne la corretta assunzione

Tecnologia solidale

di Antonio Palmieri

"Siamo entusiasti di ricevere questo investimento e costituire una partnership strategica con Breed Reply, società all’avanguardia nell’internet of things”, ha dichiarato pochi giorni fa Duilio Macchi, ceo di Amiko. Troppe informazioni non adeguatamente contestualizzate in un’unica frase? Sì! Allora andiamo con ordine.

Amiko è una startup italiana che si propone di migliorare la qualità della vita dei pazienti affetti da malattie croniche, aiutandoli nella corretta assunzione dei farmaci. Un formidabile aiuto per queste persone, per i loro familiari e per chi deve assisterli da un punto di vista medico. Amiko è un dispositivo “indossabile” da qualsiasi tipo di medicina. Lo puoi applicare su un blister, un inalatore o una penna per l’insulina e lui, in modo completamente automatico e senza nessun input manuale, traccia in maniera dettagliata l’utilizzo del farmaco e trasferisce i dati a una piattaforma che consente di verificare a familiari e medico o farmacista che l’assunzione del farmaco sia fatta come deve essere.

Inoltre, da vero amico, Amiko ti ricorda quando è il momento di prendere la medicina. Per di più, attraverso Quantified Medicine, (la piattaforma che processa i dati di utilizzo dei farmaci provenienti da ogni dispositivo Amiko) avvisa in tempo reale chi di dovere nel caso in cui la persona malata si dimentichi di prendere la medicina o sbagli la procedura di assunzione. Questo Amiko ha anche la sua "eleganza".

Infatti la sua forma è quella di una fogliolina, che viene posata sul dispositivo di somministrazione del farmaco, trasformandolo in un oggetto intelligente, che traccia il modo in cui il farmaco viene adoperato. Come accaduto in molte delle storie che racconto qui, anche in questo caso tutto è nato dall'incontro con un bisogno, quello di controllare a distanza la terapia farmacologica di una persona molto cara a Duilio Macchi.

Dopo vari prototipi e due anni di lavoro l'idea è diventata un prodotto, totalmente made in Italy. A tal proposito Macchi sostiene che "non esistono altri paesi al mondo – oltre l’italia – in cui genio inventivo e competenze tecniche si fondano a così alto livello. Solo con le competenze in microelettronica e la tecnologia dei sensori di due poli di eccellenza come Politecnico di Milano e Università di Pavia abbiamo potuto garantire un grado di affidabilità estremo e consumi energetici ridotti".

Stando così le cose, come ho detto all'inizio, questa startup italiana è riuscita ad attrarre il finanziamento di un grande incubatore europeo specializzato in internet of things, Breed Reply, basato in Gran Bretagna e con uffici a Londra, Monaco e Milano. Amiko userà il finanziamento per ampliare il portafoglio prodotti, accelerare il programma di ricerca clinica e sviluppare ulteriormente la piattaforma Quantified MedicineLa portata globale e l’expertise di Reply - ha dichiarato Macchi - la rendono il partner ideale per Amiko, perché ci consentono di continuare ad accrescere la nostra presenza in Europa e di creare soluzioni per la digital health che trasformeranno la gestione della cronicità”. In definitiva, se Antonello Venditti canta "Ci vorrebbe un amico, per poterti dimenticare" con questo Amiko non puoi più scordare ciò che serve per mantenerti in salute. Questa è "amikizia"!